Concetti Chiave
- Il bilancio statale è una dichiarazione giuridico-contabile che riporta entrate e uscite dell'amministrazione per un anno finanziario specifico.
- Il Parlamento gioca un ruolo cruciale nell'adozione e approvazione del bilancio, regolamentato da norme costituzionali e orientato a garantire spese pubbliche sociali.
- Il bilancio si basa sull'art. 81 della Costituzione, che richiede l'equilibrio tra entrate e uscite, considerando le variazioni del ciclo economico.
- Il neoliberismo sostiene il pareggio di bilancio e la protezione delle categorie più vulnerabili, influenzando le politiche economiche nazionali.
- Il semestre europeo coordina le politiche economiche e di bilancio degli Stati membri, mirate a riforme strutturali e sostenibilità delle finanze pubbliche.
Quali sono le funzioni del bilancio statale?
Il bilancio è la dichiarazione giuridico-contabile che contiene l’indicazione delle entrate e delle uscite dell’amministrazione statale relative a un dato periodo di tempo (anno finanziario: periodo di tempo al quale si riferiscono le entrate e le uscite registrate nel bilancio).
Il bilancio ha il compito di svolgere tre funzioni:
- Informativa (diviene lo strumento per la rappresentazione delle risorse pubbliche disponibili)
- Allocativa (diventa lo strumento per la decisione politica)
- Esecutiva (diviene lo strumento per la gestione delle risorse stanziate)
Ruolo del parlamento
Per quanto riguarda il bilancio dell’amministrazione statale, è importante considerare il ruolo del Parlamento. Dall’introduzione del suffragio universale, i Parlamenti hanno potuto estendere le spese pubbliche soprattutto di carattere sociale a tutta la popolazione (in particolar modo ai ceti meno abbienti).
Attualmente il compito del Parlamento è quello di adottare e approvare il bilancio, il quale non potendosi fondare solo su metodologie tecniche, deve essere regolamentato da norme secondo principi prefissati a livello Costituzionale.
Normativa e riforme
Il bilancio dell’amministrazione statale trova fondamento nell ’art. 81 della Costituzione, il quale indica che lo Stato ha l’obbligo di assicurare l’equilibrio tra entrate e uscite, tenendo conto delle fasi avverse e favorevoli del ciclo economico (=andamento oscillatorio attorno a una tendenza che nel breve periodo caratterizza la misura aggregata dell’attività economica, ossia il PIL).
Il bilancio dell’amministrazione statale è regolato anche dalla normativa ordinaria, ovvero un insieme di leggi che disciplinano il bilancio in tutti i suoi aspetti e le sue fasi (redazione, approvazione e esecuzione). Nel 2009 è stata approvata una legge di riforma della contabilità e della finanza pubblica, nella quale è stato aggiunto il concetto di coordinamento e trasparenza non solo a livello nazionale ma anche europeo (principi di buona amministrazione art. 97 Costituzione).
Neoliberismo e bilancio
Il neoliberismo è un paradigma economico-politico che sostiene (oltre al pareggio di bilancio) l’insieme di servizi-diritti mediante i quali uno Stato civile garantisce la tutela delle categorie più deboli. A partire dagli anni ’90 le teorie neoliberiste promuovono un tendenziale pareggio di bilancio, concetto recepito ultimamente anche dall’Italia. A causa del continuo aumento del debito pubblico degli Stati nell’’eurozona, nasce la necessità di attuare regole più serie per favorire il pareggio di bilancio anche nelle leggi nazionali (art. 81 Costituzione).
Trattati europei e bilancio
Con i Trattati europei e in modo particolare il trattato di Maastricht del 1992, si è deciso di obbligare i singoli Stati a rivedere gli squilibri nei conti pubblici. Collegato direttamente al trattato di Maastricht, nel ’97 è stato adottato il Patto di stabilità, un accordo, stipulato e sottoscritto dai paesi membri dell'Unione europea, inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio pubbliche, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all'Unione economica e monetaria dell'Unione europea (Eurozona) cioè rafforzare il percorso d’integrazione monetaria intrapreso nel 1992con la sottoscrizione del trattato di Maastricht.
Semestre europeo
Il semestre europeo è un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell'ambito dell'UE. Rientra nel quadro della governance economica dell'Unione europea. Si concentra sul periodo di sei mesi dall'inizio di ogni anno; per questo si chiama "semestre". Durante il semestre europeo gli Stati membri allineano le rispettive politiche economiche e di bilancio agli obiettivi e alle norme convenuti a livello dell'UE. Il semestre europeo si articola intorno a tre nuclei di coordinamento della politica economica:
• riforme strutturali, con un accento sulla promozione della crescita e dell'occupazione (in linea con la strategia Europa 2020)
• politiche di bilancio, con l'obiettivo di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche (in linea con il patto di stabilità e crescita)
• prevenzione degli squilibri macroeconomici eccessivi
Governance economica
Le politiche di governance sono modalità di gestione degli aspetti economici da parte del potere pubblico negli Stati maggiormente modernizzati. Prevalentemente si tratta di Paesi capitalisti dove la prospettiva del potere pubblico è suddivisa tra più soggetti (cooperazione governativa). Si distinguono dal sistema dei Paesi socialisti a regime di economia pianificata (come nel caso dell’ex unione sovietica, o attualmente di Cina, Corea del Nord e Cuba) i quali adottano politiche di government.
Quest’ultimo è un sistema caratterizzato da azioni intraprese in quei contesti in cui lo Stato opera in maniera centralizzata.
La governance (modello di organizzazione strutturale della politica economica contemporanea da parte di numerosi governi europei o extraeuropei, caratterizzata da interdipendenza, armonizzazione, integrazione e cooperazione) è alla base delle scelte europee: in questo caso, dato che le autorità sono condizionate a più livelli (Unione, Stati, regioni) si parla di multi-level governance e di stato di concertazione (trova fondamento nel principio di sussidiarietà art. 118 Costituzione).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali funzioni del bilancio statale?
- Qual è il ruolo del Parlamento nella gestione del bilancio?
- Come influisce la normativa sulla redazione del bilancio statale?
- Qual è il legame tra neoliberismo e bilancio statale?
- Cosa implica il semestre europeo per le politiche economiche degli Stati membri?
Il bilancio statale svolge tre funzioni fondamentali: informativa, allocativa ed esecutiva, rappresentando le risorse pubbliche, guidando le decisioni politiche e gestendo le risorse stanziate.
Il Parlamento ha il compito di adottare e approvare il bilancio, che deve essere regolamentato da norme secondo principi costituzionali, garantendo così l'estensione delle spese pubbliche, soprattutto per i ceti meno abbienti.
Il bilancio è regolato dall'art. 81 della Costituzione, che impone l'equilibrio tra entrate e uscite, e da normative ordinarie che disciplinano tutte le fasi del bilancio, inclusa una riforma del 2009 che ha introdotto principi di coordinamento e trasparenza.
Il neoliberismo promuove il pareggio di bilancio e la tutela delle categorie più deboli, influenzando le politiche nazionali e spingendo per regole più severe sul bilancio, come stabilito dall'art. 81 della Costituzione italiana.
Il semestre europeo è un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell'UE, che richiede agli Stati membri di allineare le loro politiche agli obiettivi dell'Unione, concentrandosi su riforme strutturali, sostenibilità delle finanze pubbliche e prevenzione degli squilibri macroeconomici.