Concetti Chiave
- Le economie esterne offrono vantaggi significativi agli imprenditori, migliorando la produttività e i profitti attraverso condizioni favorevoli esterne all'impresa.
- Marshall identificò nel 1890 le economie esterne come effetti utili territoriali, cruciali per il funzionamento dell'economia e il successo delle imprese.
- Le economie di agglomerazione derivano dalla concentrazione di imprese in determinate aree, generando economie di scala e risparmi sui costi che aumentano la competitività.
- Le economie di urbanizzazione sono influenzate da opere di urbanizzazione, scambi facilitati, un mercato di lavoro diversificato e servizi pubblici, essenziali per il successo imprenditoriale.
- Il ruolo della pubblica amministrazione è fondamentale per garantire un sistema territoriale urbano efficiente, supportando lo sviluppo di infrastrutture e servizi necessari per le imprese.
In questo appunto di economia vengono descritte quelle che sono le economie estere. I vantaggi per un imprenditore sono dati ad esempio dalla localizzazione delle attività economiche in luoghi o economie che prendono il nome di economie esterne o anche anche esternalità. Sono tanti i tipi di economia che risultano avere delle proprie localizzazioni di tipo ottimale che dipendono proprio da esigenze vere e proprie di esternalità.
Vantaggi delle economie esterne
I vantaggi che l’imprenditore ottiene localizzando le sue attività economiche in determinati luoghi e condizioni ambientali vengono definiti economie esterne o esternalità, in quanto sono effetti utili che la singola impresa non può produrre al suo interno, ma può solo ricevere dall’esterno, se si localizza là dove sono presenti certi condizioni favorevoli. Ogni tipo di attività economica ha sue proprie localizzazioni ottimali, dipendenti da sue specifiche esigenze di esternalità. L’esistenza di condizioni territoriali capaci di influire sulla produttività delle imprese e quindi sui loro profitti è stata riconosciuta per la prima volta dall’economista Marshall nel 1890 ed esse riguardano interessi vitali per il funzionamento dell’economia. Fu lo stesso Marshall ad indicare questi effetti utili territoriali con il termine di economie esterne: esterne rispetto all’impresa, cioè utilità che essa non produce direttamente, ma che può utilizzare a suo vantaggio; il territorio si configura come generatore di esternalità per le imprese.

Economie di agglomerazione
Nella maggior parte dei casi le economie esterne sono invece il risultato dell’attività umana, in parte sono un effetto collaterale del mercato; si tratta delle cosiddette economie di agglomerazione, cioè degli incrementi di produttività che le imprese realizzano concentrandosi in determinate aree.
L’agglomerazione può essere una forma di auto-organizzazione territoriale prodotta dal meccanismo di mercato, perché la vicinanza di più imprese può generare economie di scala e quindi risparmi di costi. Ciò rende più competitive le imprese agglomerate rispetto alle altre, che quindi tenderanno anch’esse ad agglomerarsi. Col crescere dell’agglomerazione le economie esterne possono crescere ulteriormente, in modo che il meccanismo agglomerativo si autoalimenti. Le economie di agglomerazione sono una componente della più vasta famiglia di economie esterne, cioè quelle di urbanizzazione, le quali derivano principalmente da:
- opere di urbanizzazione primaria che consentono l’insediamento delle imprese;
- facilità di scambi di merci, informazioni e servizi tra le imprese agglomerate;
- formazione (col crescere dell’agglomerazione e quindi della popolazione urbana) di un mercato sempre più vasto e qualitativamente differenziato dalla forza lavoro a cui le imprese possono attingere;
- presenza di servizi pubblici necessari per la formazione e riproduzione della forza lavoro e per l’elaborazione e la circolazione della informazione;
- sviluppo parallelo dei servizi privati per le famiglie e di servizi per le imprese. Alcune di queste condizioni sono di formazione spontanea, altre sono infrastrutture prodotte dalla pubblica amministrazione e da forme di cooperazione tra privati. Il tutto presuppone che esista una pubblica amministrazione che faccia funzionare il sistema territoriale urbano nel suo complesso.
Componenti delle economie di urbanizzazione
Ruolo della pubblica amministrazione
Domande da interrogazione
- Quali sono i vantaggi per un imprenditore nell'utilizzare le economie esterne?
- Cosa sono le economie di agglomerazione e come influenzano le imprese?
- Quali sono le componenti delle economie di urbanizzazione?
- Qual è il ruolo della pubblica amministrazione nelle economie esterne?
Gli imprenditori traggono vantaggio dalle economie esterne localizzando le loro attività in luoghi con condizioni favorevoli, poiché possono ricevere effetti utili dall'esterno che non possono produrre internamente, aumentando così la loro produttività e profitti (come descritto nel testo).
Le economie di agglomerazione si riferiscono agli incrementi di produttività che le imprese ottengono concentrandosi in determinate aree, generando economie di scala e risparmi di costi, rendendole più competitive e incentivando ulteriori agglomerazioni (come spiegato nel testo).
Le economie di urbanizzazione comprendono opere di urbanizzazione primaria, facilità di scambi tra imprese, un mercato di lavoro vasto e differenziato, e la presenza di servizi pubblici necessari per la forza lavoro, tutti elementi che favoriscono l'insediamento e la crescita delle imprese (come indicato nel testo).
La pubblica amministrazione è fondamentale per il funzionamento del sistema territoriale urbano, poiché sviluppa infrastrutture e servizi che supportano sia le imprese che le famiglie, contribuendo così alla formazione di condizioni favorevoli per le economie esterne (come menzionato nel testo).