Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La Peste Nera, scoppiata nel XIV secolo, causò oltre venti milioni di morti in Europa, decimando la popolazione e influenzando profondamente la società dell'epoca.
  • Originata nella colonia genovese di Caffa, la malattia si diffuse rapidamente in Europa grazie alla rete commerciale e alla sovrappopolazione delle città.
  • Il bacillo Yersinia pestis, responsabile della peste, era trasmesso da roditori e parassiti, e la mancanza di igiene contribuì alla sua rapida diffusione.
  • Dopo la prima ondata, le città europee adottarono misure preventive, come uffici di sanità permanenti, per affrontare le successive epidemie di peste.
  • Le conoscenze mediche del tempo erano limitate, e i consigli per contenere la malattia spesso si rivelarono contraddittori e poco efficaci.

In questo appunto di Storia medievale si approfondisce lo scoppio dell’epidemia di peste che colpì l’Europa nel XIV secolo. Una malattia mortale che fece oltre venti milioni di vittime solo in Europa.
L'epidemia di peste del XIV secolo: impatto e conseguenze in Europa articolo

La Peste Nera arriva in Europa

Con la rinascita economica e lo sviluppo di cui fu protagonista l'anno Mille, in Europa si ebbe di conseguenza anche una considerevole crescita demografica. Il numero della popolazione infatti aumentava e, con esso, il bisogno di maggiori risorse. Si iniziarono quindi a disboscare e coltivare aree incolte e terreni fino ad allora trascurati perché ritenuti poco fertili. I terreni aridi portarono però ad una scarsa produzione, e forse, anche l’errata coltivazione, portò ad una grave e grande carestia. Le carestie però non furono l'unica causa di crisi che afflisse la popolazione in quegli anni. Le guerre e le invasioni si unirono infatti alle carestie, e insieme a loro la più grande epidemia di peste che l’Europa avesse mai sperimentato. Tutto ebbe origine nella colonia genovese di Caffa, all'epoca sotto assedio dei Tartari, una popolazione di origine turca stanziata nelle zone sud occidentali della Russia. Era il 1346 quando si iniziò a diffondere la malattia nella piccola colonia e i Tartari furono decimati. Il popolo della colonia iniziò quindi a prendere il sopravvento e i Tartari provarono a riprendersi, ma non riuscendoci, furono costretti a scappare verso l'Europa centrale, diffondendo la malattia. Da qui iniziò l'esplosione dell'epidemia che, nel 1347 raggiunse Costantinopoli, e attraverso la rete dei commerci l'anno seguente raggiunse Messina, estendendosi poi alle altre città d’Italia, fino a Firenze (a raccontarci la peste a Firenze fu Boccaccio nel Decameron). Ma non solo l’Italia, tutta l’Europa combatteva con l’epidemia, dalla Svizzera alla Francia e Spagna, l'Inghilterra, la Scozia e l'Irlanda. Si dice che la peste sia finita nel 1350, ma le morti si registrano fino al 1353, quando i focolai iniziarono a ridursi fino a scomparire. Negli anni in cui si diffuse, la peste, in Europa, provocò oltre venti milioni di morti, decimando intere città.
Per ulteriori approfondimenti sulla Peste vedi qui

Cos’è la Peste e come nasce

Ma cos’è la peste e perché l’epidemia che esplose nel XIV secolo in Europa fu così violenta e fece così tante vittime? Oggi sappiamo che la peste si suddivide in tre ceppi:
  • peste bubbonica, che crea dei veri e propri bubboni sulla pelle;
  • peste polmonare, che attacca appunto i polmoni;
  • peste setticemica, che crea delle emorragie a livello cutaneo.
Sappiamo anche che a causare la peste è il bacillo Yersinia pestis, che vive nei topi, ma che può essere trasmessa anche da parassiti come pulci e pidocchi e che, qualora arrivasse all’uomo è trasmissibile anche da uomo a uomo. Le pulci che spesso occupano il manto degli animali, quando andavano a succhiare il sangue del topo, risucchiavano anche questo bacillo, e successivamente spostandosi sugli uomini andavano a trasmettere la peste. Le origini dell’ondata di peste in Europa potrebbero essere state tante, ma si pensa principalmente che la malattia, già presente in Asia, sia giunta dai mercanti mongoli che in quell'epoca trasportavano sacchi di grano verso il centro Europa, nei quali i roditori si sarebbero potuti nascondere. Una volta in Europa, la diffusione fu molto semplice data, come abbiamo visto, la sovrappopolazione delle città e l’assenza in esse di un sistema fognario. Infine, le conoscenze mediche del tempo non erano quelle di adesso e la popolazione si trovò ad affrontare una malattia che difficilmente poteva essere trattata. In ogni caso, la contagiosità del bacillo era altissima e difficilmente si sarebbe riusciti, anche con le giuste conoscenze mediche, ad evitare la diffusione. Ciò che poterono suggerire però i medici fu di stare alla larga dalle acque stagnanti e di lavarsi spesso la faccia, ma i loro consigli erano anche contraddittori, consigliavano infatti di tenere i parenti ammalati in casa e di tenere le finestre aperte, ma allo stesso tempo, l'aria proveniente dall'esterno era infettata.
la peste nera
Per ulteriori approfondimenti sulle epidemie nella storia vedi qui

Le successive ondate di Peste

L’epidemia di peste che colpì duramente l’Europa del XIV secolo non fu, purtroppo, semplicemente uno sporadico episodio. Sebbene la sua scomparsa, come abbiamo accennato, fu dovuta inizialmente ad un affievolirsi dei focolai, negli anni successivi però, come accade spesso, si ripresentarono nuove letali ondate della malattia. Così, le città, prese alla sprovvista la prima volta, cominciarono ad adottare delle misure per prevenire una nuova e tragica diffusione dell’epidemia. Ad esempio a Milano, nel 1488 venne istituito un ufficio di sanità permanente che poteva accogliere numerosi pazienti se si fosse di nuovo ripresentata l’epidemia. Anche Venezia e Firenze adottarono misure preventive istituendo organi di controllo permanente. Stessi provvedimenti furono attuati anche in molte città della Francia, come Parigi, Troyes e Reims, e in varie città europee. Ad esempio, Amsterdam iniziò, in maniera preventiva, ad occuparsi della rimozione dei rifiuti dalle strade, poiché le scarse condizioni igieniche in cui verteva potevano divenire causa del proliferare della malattia.
Per ulteriori approfondimenti sulla peste vedi qui
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali dell'epidemia di peste nel XIV secolo?
  2. L'epidemia di peste fu causata da una combinazione di fattori, tra cui la crescita demografica, le carestie, le guerre e l'assenza di un sistema fognario nelle città, che facilitarono la diffusione della malattia, originatasi nella colonia genovese di Caffa nel 1346.

  3. Come si diffuse la peste in Europa?
  4. La peste si diffuse in Europa attraverso i Tartari che, dopo essere stati decimati, fuggirono verso l'Europa centrale. Nel 1347 raggiunse Costantinopoli e, grazie alla rete commerciale, si propagò rapidamente in Italia e in altre nazioni europee.

  5. Quali sono i ceppi della peste e come si trasmette?
  6. La peste si suddivide in tre ceppi: peste bubbonica, peste polmonare e peste setticemica. È causata dal bacillo Yersinia pestis, trasmesso da roditori e parassiti come pulci e pidocchi, e può essere contagiosa anche da uomo a uomo.

  7. Quali misure preventive furono adottate dopo la prima ondata di peste?
  8. Dopo la prima ondata, molte città europee, come Milano, Venezia e Firenze, istituirono uffici di sanità e organi di controllo per prevenire future epidemie, mentre Amsterdam iniziò a migliorare le condizioni igieniche rimuovendo i rifiuti dalle strade.

  9. Qual è l'impatto demografico della peste in Europa?
  10. L'epidemia di peste nel XIV secolo provocò oltre venti milioni di morti in Europa, decimando intere città e avendo un impatto devastante sulla popolazione e sulla società dell'epoca.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community