Concetti Chiave

  • "Le città invisibili" è un romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1972, ambientato alla corte di Kublai Khan e incentrato sul dialogo tra Marco Polo e l'imperatore.
  • La struttura del romanzo comprende nove capitoli che descrivono cinquantacinque città, con un'organizzazione tematica che raggruppa le città in undici sezioni distinte.
  • Zobeide, descritta nel terzo capitolo, rappresenta la quintessenza del desiderio umano di felicità e bellezza, nata da un sogno collettivo.
  • La città di Zobeide è caratterizzata da leggi e mura, create per proteggere il sogno condiviso, ma che alla fine limitano la vera felicità degli abitanti.
  • Calvino utilizza simbolismi, come l'immagine del gomitolo, per esplorare la complessità e le contraddizioni della vita all'interno di una città progettata per la bellezza.

Questo appunto di Italiano tratta le caratteristiche e la struttura dell’opera “Le città invisibili” del celebre scrittore italiano Italo Calvino. Dopo una breve panoramica, vengono analizzate nello specifico i tratti peculiari della città invisibile di Zobeide.
Le Città Invisibili di Italo Calvino e la città di Zobeide articolo

Caratteristiche generali del romanzo “Le Città Invisibili” di Italo Calvino

“Le città invisibili” è un romanzo dello scrittore italiano Italo Calvino, che è stato pubblicato nel 1972.
Altri noti romanzi di questo autore comprendono: “Il barone rampante”; “Il visconte dimezzato”; “Il cavaliere inesistente”; “Se una notte d'inverno un viaggiatore” e “Il sentiero dei nidi di ragno”.
Il romanzo “Le città invisibili” è ambientato intorno al 1280 presso la corte dell’imperatore dei tartari Kublai Khan, e vede come due protagonisti Marco Polo e Kublai Khan. Nell’intento originale di Italo Calvino, vi era la volontà di rielaborare “il Milione” di Marco Polo, sulla base delle personali riflessioni dell’autore concernenti il ruolo giocato dalle grandi città dell’epoca moderna.
Ogni capitolo si apre e si chiude con un dialogo fra i due protagonisti, Marco Polo e Kublai Khan. Nello specifico, l’imperatore Kublai Khan interroga l’esploratore Marco Polo circa alcune città che fanno parte del suo vastissimo impero. Durante questi dialoghi, Marco polo descrive sia città reali, che ha conosciuto durante i suoi numerosi viaggi, sia città immaginarie, descritte e inventate sul momento per deliziare le orecchie dell’imperatore. Tutte le città inventate sono accumunate dall’avere nomi femminili.
Per approfondimenti sulla vita e sulle opere di Italo Calvino vedi anche qui

La struttura del romanzo “Le città invisibili” di Italo Calvino

Il romanzo “Le città invisibili” è costituito da nove capitoli nei quali vengono descritte cinquantacinque città. Ognuno dei nove capitoli contiene cinque descrizioni di città realmente visitate dall’esploratore, ma fanno eccezione il primo e l’ultimo capitolo, i quali contengono dieci descrizioni di città immaginarie, appunto invisibili.
La descrizione delle città, effettuata dall’esploratore Marco Polo, non segue un ordine cronologico, bensì seguono la gerarchia originale delineata dall’autore. Più specificatamente, la descrizione delle città può essere raggruppata nelle undici sezioni riportate di seguito:
  • Le città e la memoria, che comprende le città: Diomira (cap. 1), Isidora (cap. 1), Zaira (cap. 1), Zora (cap. 1) e Maurilia (cap. 2).
  • Le città e il desiderio, che comprende le città: Dorotea (cap. 1), Anastasia (cap. 1), Despina (cap. 1), Fedora (cap. 2) e Zobeide (cap. 3)
  • Le città e i segni, che comprende le città: Tamara (cap. 1), Zirma (cap. 1), Zoe (cap. 2), Ipazia (cap. 3) e Olivia (cap. 5)
  • Le città sottili, che comprende le città: Isaura (cap. 1), Zenobia (cap. 2), Armilla (cap. 3), Sofronia (cap. 4) e Ottavia (cap. 5)
  • Le città e gli scambi, che comprende le città: Eufemia (cap. 2), Cloe (cap. 3), Eutropia (cap. 4), Ersilia (cap. 5) e Smeraldina (cap. 6)
  • Le città e gli occhi, che comprende le città: Valdrada (cap. 3), Zemrude (cap. 4), Bauci (cap. 5), Fillide (cap. 6), e Moriana (cap. 7)
  • Le città e il nome, che comprende le città: Aglaura (cap. 4), Leandra (cap. 5), Pirra (cap. 6), Clarice (cap. 7) e Irene (cap. 8)
  • Le città e i morti, che comprende le città: Melania (cap. 5), Adelma (cap. 6), Eusapia (cap. 7), Argia (cap. 8) e Laudomia (cap. 9)
  • Le città e il cielo, che comprende le città: Eudossia (cap.6), Bersabea (cap. 7), Tecla (cap. 8), Perinzia (cap. 9) e Andria (cap. 9)
  • Le città continue, che comprende le città: Leonia (cap. 7), Trude (cap. 8), Procopia (cap. 9), Cecilia (cap. 9) e Pentesilea (cap. 9)
  • Le città nascoste, che comprende le città: Olinda (cap. 8), Raissa (cap. 9) Marozia (cap. 9), Teodora (cap. 9) e Berenice (cap. 9).
Le Città Invisibili di Italo Calvino e la città di Zobeide articolo

Breve analisi della città invisibile di Zobeide

La città invisibile Zobeide è descritta nel terzo capitolo dell’opera, nella terza cornice, e rappresenta la quinta città della sezione “Le città e il desiderio”.
La città invisibile Zobeide nasce da un sogno, inteso come realizzazione di un desiderio, ed è infatti l’ultima città dedicata alla serie del desiderio. Ci troviamo nel cuore della dimensione utopica, progettuale, alla scoperta delle ragioni segrete che hanno spinto gli uomini a fondare una città che viene costruita a partire da un sogno collettivo e condiviso da tutti. Zobeide è un luogo antropico in cui le persone confluiscono perché accumunate da un desiderio di felicità che sperano di veder realizzato. Questo desiderio comune si incarna nelle fattezze di una donna. Questa figura è Zobeide ed l’archetipo dell’Angelica dei poemi cavallereschi. Zobeide costituisce l’icona della bellezza assoluta ed eterna, metafora della condizione felice a cui ogni essere umano aspira. Zobeide vuole essere la città in cui realizzare il proprio sogno è possibile, e per questo motivo la musa di nome Zobeide viene inseguita.
Il suo nome appartiene alle tradizioni del mondo narrato nelle “Mille ed una notte”, che accresce il suo fascino e mistero, rendendola un qualcosa di irraggiungibile. La fuggitiva, nuda e con i capelli lunghi, semina tutti e scompare, quindi, gli uomini rimangono a mani vuote ma non si danno per vinti, decidendo di fondare una città, costruendola esattamente come l’avevano sognata.
Per non correre il rischio di perdere ancora Zobeide, gli uomini impongono degli ostacoli che le impediscano di passare, queste mura rappresentano le leggi, che garantiscono una convivenza non minacciata da comportamenti che possano ledere il bene comune. Le mura però, li limitano al raggiungimento della piena felicità.
Calvino utilizza l’immagine gomitolo, che ricorda lo gnommero di Gadda.
I padri fondatori non capivano cosa attraesse i nuovi arrivati nella città labirinto, angustiata dalle leggi. La gente che affluisce ha avuto lo stesso sogno e converge nella speranza di poter vedere soddisfatto il proprio desiderio, salvo che l’agglomerarsi progressivo complichi le condizioni di vita, e la città che era nata come luogo di bellezza ne diventa l’esatto opposto.
Per approfondimenti su Le città invisibili di Italo Calvino vedi anche qui
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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'ambientazione principale del romanzo "Le città invisibili"?
  2. Il romanzo è ambientato intorno al 1280 presso la corte dell'imperatore dei tartari Kublai Khan, dove si svolgono i dialoghi tra Marco Polo e l'imperatore.

  3. Qual è la struttura del romanzo "Le città invisibili"?
  4. Il romanzo è composto da nove capitoli che descrivono cinquantacinque città, con un mix di città reali e immaginarie, seguendo una gerarchia originale piuttosto che un ordine cronologico.

  5. Che significato ha la città invisibile di Zobeide nel contesto del romanzo?
  6. Zobeide rappresenta un sogno collettivo di felicità e bellezza, incarnata nella figura di una donna, simbolo di un desiderio comune che spinge gli uomini a fondare una città ideale.

  7. Come vengono rappresentate le leggi nella città di Zobeide?
  8. Le leggi sono simboleggiate dalle mura che gli uomini costruiscono per proteggere Zobeide, ma queste stesse mura limitano la loro ricerca della felicità, creando un paradosso.

  9. Qual è il tema centrale che unisce le città descritte nel romanzo?
  10. Il tema centrale è il desiderio, esplorato attraverso le diverse città che riflettono le aspirazioni e le speranze degli uomini, come evidenziato nella sezione "Le città e il desiderio".

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