Concetti Chiave
- Atene è stata la prima città al mondo a adottare la democrazia, un sistema politico che valorizza la maggioranza rispetto ai pochi privilegiati.
- La rivalità tra Sparta e Atene deriva dalle loro origini diverse e dai rispettivi sistemi politici: Sparta era monarchico-aristocratica, mentre Atene si è evoluta verso un governo aristocratico.
- Le riforme di Solone nel 594 a.C. hanno cancellato i debiti e introdotto una divisione della popolazione in classi sociali basate sulla produzione agricola, ma non hanno garantito parità politica per tutti.
- Clistene, nel 508 a.C., ha riformato la democrazia ateniese introducendo tribù geografiche e il consiglio dei cinquecento, aumentando il potere del popolo e introducendo l'ostracismo.
- La tirannia di Pisistrato, pur essendo stata conquistata con la forza, portò a un periodo di sviluppo culturale, come l'introduzione delle feste Dionisie e la raccolta dei poemi omerici.
In questo appunto viene descritta la città di Atene. «Il nostro sistema politico non si propone di imitare le leggi di altri popoli: noi non copiamo nessuno, piuttosto siamo noi a costituire un modello per gli altri. Si chiama democrazia, poiché nell’amministrare si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza». Così, Pericle (495 a.C. – 429 a.C.), nel discorso riportato da Tucidide, parlò della politica di Atene, prima città al mondo a scegliere la democrazia.
Sparta e Atene: mappa concettuale e differenze
A partire dalla loro origine, Sparta e Atene sono sempre state polis in contrasto tra di loro a causa delle loro diversità: Sparta era di stirpe dorica, Atene ionica.Esse avevano due tipi di pensiero completamente inconciliabili e le loro storie le hanno portate a prendere strade differenti. Difatti, Sparta nasce come una polis monarchica con a capo due re che si succedevano al potere di padre in figlio. Tuttavia, la sua politica espansionistica la porta a diventare una polis monarchico-aristocratica in quanto il potere era concentrato nelle mani degli spartiati (circa 15000). Il resto della popolazione era formato dai Perieci e dagli Iloti, gli abitanti della Laconia e della Messenia, le terre conquistate da Sparta. Essi non avevano nessuna importanza, quindi solo una parte della popolazione partecipava attivamente alla politica.
Come Sparta, agli inizi, anche Atene era una polis monarchica: era cioè governata da un re chiamato “basileus” che veniva incaricato a vita di governare la città. Ad Atene però, la classe aristocratica decise fin da subito di eliminare parte dei poteri del re aggiungendo una serie di magistrati chiamati “arconti” che, a differenza del basileus avevano solo un incarico annuale.
Esistevano tre tipi di arconti:
- l'arconte basileus che aveva i poteri sacrali;
- l'arconte polemarco che era a capo dell'esercito;
- l'arconte eponimo, che dava il nome all'anno.
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Le riforme di Solone (594 a.C. - 593 a.C.)
La soluzione a questi conflitti venne trovata da Solone, arconte in carica tra il 594 e il 593 a.C.Egli prese una serie di provvedimenti mirati a far fronte alle lotte interne che si iniziavano a formare. Il primo fu la “seisachtheia” ovvero lo scuotimento dei pesi: essa prevedeva la cancellazione di tutti i debiti presenti e l'eliminazione della possibilità di diventare schiavo di qualcun altro a causa dei debiti. In secondo luogo, egli divise la popolazione in quattro classi sociali in base alla produzione agricola, questo tipo di divisione venne chiamata “timocrazia”:
- I “pentacosiomedimni”, la classe più elevata, erano coloro che producevano più di cinquecento medimni (un'unità di misura) di grano o di un altro prodotto agricolo;
- La seconda classe era quella dei cavalieri, cioè coloro che producevano trecento medimni di grano; essi, insieme ai pentacosiomedimni erano gli unici a poter partecipare alle cariche maggiori nel governo dello stato. Inoltre, nell'esercito, formavano la cavalleria poiché erano gli unici a potersi fornire un equipaggiamento adeguato al combattimento che, a differenza dei nostri giorni, non veniva procurato dallo stato stesso;
- La terza classe, quella degli “zeugiti”, era formata da quelle persone che producevano almeno duecento medimni di prodotti agricoli e prendevano parte all'esercito solamente come opliti;
- I teti, l'ultima delle classi, era formata dagli uomini che producevano meno di duecento medimni o non ne producevano affatto. Essi partecipavano nell'esercito soltanto come rematori. La loro importanza accrebbe con l'introduzione di una flotta di circa cento triremi (navi da guerra equipaggiate con tre file di rematori una sovrapposta all'altra) secondo l'idea di Temistocle durante le guerre persiane.
Il governo della città infatti, a quel tempo, era principalmente nelle mani degli aristocratici che potevano permettersi di partecipare alle cariche maggiori come quella di arconte o membro dell'areopago (il consiglio degli ex arconti). All'assemblea dei cittadini chiamata ecclesia e all'eliea, un tribunale popolare istituito da Solone, poi, partecipavano gli estratti a sorte tra tutti i cittadini (chiunque aveva così la possibilità di farne parte).
Come già detto, tuttavia, non tutti avevano le stesse possibilità di accedere alle cariche pubbliche: i ceti sociali inferiori non potevano ad esempio diventare arconti.

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Clistene: la democrazia ateniese cambia ancora
Una maggiore uguaglianza venne raggiunta con Clistene nel 508 a.C., il cui maggiore provvedimento fu quello di dividere la città di Atene, non più in base al censo, ma in base alla posizione geografica.Divise l'intero territorio in dieci tribù, divise a loro volta in tre “trittie” ciascuna. Ogni tribù era formata da:
- una trittia di montagna, abitata prevalentemente da contadini;
- una trittia di costa, abitata principalmente da pescatori e commercianti;
- una trittia di pianura, abitata dagli aristocratici.
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La tirannia di Pisistrato
Questa serie di riforme di Solone e Clistene fu resa necessaria dal bisogno di evitare che si ripresentassero avvenimenti come quelli del passato. Pochi anni prima, precisamente nel 561 a.C. la democrazia aveva lasciato il posto al regime tirannico di Pisistrato, un uomo che riuscì a conquistare Atene con la forza. Inizialmente fu scacciato ma infine ritornò al potere e ci restò fino all'anno della sua morte. Il termine tiranno, che oggi ha una connotazione negativa, si riferiva unicamente al fatto che il potere era stato preso con la violenza. Infatti Pisistrato portò la città di Atene in una fase di intenso sviluppo socio-culturale, soprattutto grazie all'introduzione delle feste Dionisie in cui oltre alla celebrazione dei riti sacri, venivano rappresentati spettacoli teatrali di ogni genere; egli fece inoltre raccogliere per iscritto i poemi omerici.Il valore e il rispetto per la democrazia furono alcuni dei fondamentali principi di Atene che la portarono addirittura a combattere nelle guerre persiane, sostenendo l'ideologia dell'autonomia contro l'ideologia imperiale dei Persiani. Inoltre, la presenza della democrazia nelle varie città di origine greca fu uno dei fattori di unità nazionale: tutti si sentivano parte di un unico grande popolo.
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Domande da interrogazione
- Qual è il modello politico di Atene secondo Pericle?
- Quali sono le principali differenze tra Sparta e Atene?
- Quali riforme introdusse Solone per affrontare i conflitti sociali ad Atene?
- Come contribuì Clistene alla democrazia ateniese?
- Qual è il significato della tirannia di Pisistrato nella storia di Atene?
Atene si distingue per il suo sistema politico che non imita le leggi di altri popoli, ma si propone come modello di democrazia, caratterizzata dalla partecipazione della maggioranza nell'amministrazione, come affermato da Pericle.
Sparta era una polis monarchica-aristocratica con potere concentrato nelle mani di pochi, mentre Atene, inizialmente monarchica, si trasformò in un governo aristocratico e poi democratico, con una maggiore partecipazione del popolo.
Solone introdusse la "seisachtheia" per cancellare i debiti e prevenire la schiavitù per debiti, e divise la popolazione in quattro classi sociali basate sulla produzione agricola, promuovendo una forma di timocrazia.
Clistene riformò la struttura politica di Atene dividendo la città in tribù geografiche, istituendo la bulé e introducendo l'ostracismo, aumentando così il potere del popolo e riducendo quello dell'aristocrazia.
La tirannia di Pisistrato, sebbene inizialmente violenta, portò a un periodo di sviluppo socio-culturale e alla celebrazione della democrazia, evidenziando l'importanza di questo sistema politico nella lotta contro l'imperialismo persiano.