INTERNATIONAL STYLE NEL SECONDO DOPOGUERRA

L'International Style è un termine che si usa per denominare la cosiddetta Architettura moderna, che si è sviluppata negli anni venti e trenta del XX secolo. Questo termine ebbe origine dal titolo del libro scritto nel 1932 da Henry-Russell Hitchcock e Philip Johnson in occasione della Mostra internazionale dell'architettura moderna che ebbe luogo al Museum of Modern Art di New York, e giunsero anche ad indicare i tre principi base di questo codice-stile:
• La concezione dell'architettura come volume, ovvero come spazio definito da piani o superfici sottili in contrasto con il senso della massa e della solidità.
• La composizione basata sulla regolarità piuttosto che sulla simmetria e su altri tipi ovvi di equilibrio
• Il gusto dei materiali, della perfezione tecnica e delle proporzioni in opposizione alla decorazione applicata.

Intorno al 1900 un certo numero di architetti di tutto il mondo ha iniziato a sviluppare nuove soluzioni architettoniche per integrare precedenti tradizionali con le nuove esigenze sociali e possibilità tecnologiche. L'International Style sbocciò nel 1920 nell'Europa occidentale. Si ricerca un terreno comune tra il de Stijl, il lavoro di Le Corbusier e vari sforzi tedeschi per industrializzare le tradizioni artigianali, che portano alla formazione del Deutscher Werkbund. Dal 1920 le figure più importanti dell'architettura moderna avevano stabilito la loro reputazione, Le Corbusier in Francia, Ludwig Mies van der Rohe e Walter Gropius in Germania. Le caratteristiche comuni del International Style sono: una radicale semplificazione della forma, un rifiuto di ornamento, e l'adozione di vetro, acciaio e cemento come materiali preferiti.
Gli ideali dello stile sono comunemente riassumere in tre slogan: ornamento è un crimine, la verità ai materiali , la forma segue la funzione , e la descrizione di Le Corbusier sulle case che sono come "macchine per abitare".
Forse il 1927 rappresentò il primo anno di maturità del nuovo stile, fu anche l’anno di un evento simbolico di importanza nazionale, l’adunanza di tendenze dell’avanguardia alla Weissenhofsiedlung di Stoccarda, un’esposizione di idee sulla residenza sponsorizzate dal Deutscher Werkbund. Nonostante tutto, i singoli elementi di questo museo esibivano divergenze. L’abitazione più piccola esposta da Le Corbusier con i suoi pilotis, scatola austera superfici di vetro, immagine nautica, differiva dagli appartamenti di Mies, con le sue colonne strutturali disposte lungo una linea centrale, più contenuto, chiuso, terreno e regolare. Dal 1925 in poi lo stile che era già stato sperimentato in piccole ville aveva dimostrato capacità di gestire programmi ben più vasti e complessi, come la fabbrica Van Nelle, in cui manifatture del tabacco, caffè e tè vennero situate in tre rettangoli collegati tra loro, ognuno più alto del successivo (Edificio a gradoni). Le torri delle scale erano trasparenti e il volume più alto era collegato longitudinalmente da un altro ponte vetrato all’ala principale degli uffici, e curvato per adattarsi alla strada. La composizione terminava con un elemento vetrato circolare. Il sanatorio Zonnestraal, richiedeva una pianta diffusa per accogliere un complesso medico, un blocco amministrativo e singoli reparti lineari. Il compito principale del sanatorio era curare le malattie agli occhi contratte dai membri del sindacato dei lavoratori di diamanti. I volumi principali vennero disposti su una pianta a farfalla, con l’amministrazione e i servizi comuni in prossimità della testa, e le corsie nelle ali.
Il movimento Moderno, nei suoi anni di formazione, non fu un fenomeno mondiale, ma proprietà intellettuale di alcuni paesi dell’Europa occidentale, degli USA e di alcune parti dell’Unione Sovietica, perché le avanguardie si stabilirono in luoghi industrializzati. Pian piano, molte invenzioni precedenti in architettura, avevo irradiato le loro influenze attraverso le frontiere, così iniziarono a sorgere varie problematiche, se un’architettura era corretta per Manhattan, poteva esserlo per la Malesia?
Il Brasile, Sud Africa, Messico e Giappone ad esempio, accolsero l’architettura moderna quando ancora era giovane, e produssero nel periodo fra le due guerre delle proprie varianti. Poiché il Messico era rimasto neutrale nella Seconda guerra mondiale, fu possibile continuare il precedente sviluppo moderno senza interruzioni. I problemi derivarono però dalla rapida urbanizzazione e dall’ingente affluenza di persone. La figura chiave nella scoperta di un’architettura moderna ricca di richiami messicani è Luis Barragàn, il cui stile maturo iniziò a emergere in progetti di giardini e paesaggi come El Pedregal, in cui austere piattaforme di lava e muri piani astratti incanalavano il flusso di spazi esterni, e connettevano cascate e piscine. Tra le esperienze che lo influenzarono vi fu l’Alhambra, nel sud della Spagna, con le sue viste da sogno, i giardini d’acqua, l’atmosfera surreale. Assimilò inoltre i severi muri dei conventi messicani e delle abitazioni contadine. Lo sguardo di Barragan andò oltre l’immaginario dell’età della macchina dell’International Style, intuendo qualcosa di più profondo. Nell’abitazione di Barragan a Tacubaya, del 1947, si ritrovano le sue caratteristiche: volumi cubici, spazi tranquilli, muri lavorati in colori uniformi, variazioni sulla piattaforma, sul patio, sul giardino segreto. Il mondo esterno era trattenuto dietro densi muri con minime aperture. Barragan chiamava la sua abitazione un “rifugio”, un luogo di pace e serenità. Assumendo una posizione contro il funzionalismo, sentiva la necessità di un’architettura “emozionale”. L’elemento primaria della sua architettura era il semplice piano rettangolare intriso di colore luminoso. In collaborazione con lo scultore Mathias Goeritz, progettò un grappolo di monumentali torri a fusto, che segnavano l’uscita dell’autostrada a nord di Città del Messico e indicavano la presenza della suddivisione residenziale “Satellite City”. Le torri erano solidi monoliti in cemento armato, cinque in tutto, rosso, giallo, bianco e blu. Osservate da un’automobile in movimento si presentavano in allineamenti sempre mutevoli.

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