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Vinculum iuris nel diritto classico


Con l’espressione «vinculum iuris» si intendeva indicare, nel mondo romano, il vincolo giuridico che si creava in capo a debitore e creditore, legati dalla necessità di adempiere una prestazione per il primo e di riceverla per il secondo: ciò dava origine a un’obbligatio, che aveva ad oggetto l’esecuzione della prestazione.
Il giurista romano Paolo parlò poi della substantia dell’obbligazione:: l’essenza dell’obbligazione non consiste in ciò che renda nostra qualcosa, bensì nel sorgere di un’obbligazione. Egli, dunque, opera una netta distinzione tra obbligazione, che non rende mai nostra una cosa materiale, e diritti reali, che determinano l’acquisizione di un bene. L’obbligazione, continua Paolo, crea un vincolo nei confronti di un terzo (il debitore, dunque una persona e mai un bene materiale), che è tenuto a dare, fare o prestare qualcosa.
Il giurista Quinto Mucio Scevola ha scritto che è meglio avere un diritto reale che avere un’azione che possa far valere un’obbligazione: un diritto reale, infatti, può valere in qualsiasi momento verso tutti ed è caratterizzato dall’autosufficienza (è esperibile a prescindere dalla cooperazione di terzi); un’obbligazione, invece, è rivolta a qualcosa che si può ottenere sulla base della prestazione di un debitore che generalmente la esegue ma, talvolta, viene meno al proprio impegno (il creditore, dunque, necessita della cooperazione del debitore al fine di soddisfare gli interessi derivanti dal vincolo obbligatorio ). Ciò consente di capire il motivo per cui i diritti soggettivi assoluti si configuravano come «ius in re», mentre i diritti soggettivi relativi come «ius in persona».
Il vincolo obbligatorio poteva proiettarsi in avanti nel tempo in funzione di un’aspettativa satisfattiva che appartiene al futuro (l’adempimento di una prestazione entro un termine prestabilito). Pertanto, l’azione a tutela del vincolo obbligatorio è un’actio in personam perché il creditore necessita inevitabilmente del debitore (personam) per il verificarsi della sua aspettativa futura.
Se il debitore non esegue esattamente la prestazione prevista, sorge in capo al debitore responsabilità (egli dovrà risarcire i danni al creditore). I tedeschi hanno definito questo schema debito - responsabilità.
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