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Versamento dell’entrata



Alla previsione in termini di cassa corrisponde una fase della procedura amministrativo-contabile che viene “autorizzata” e che è la fase del “versamento” dell’entrata (dopo la loro materiale riscossione), con cui le somme affluiscono definitivamente nei conti gestiti dalla Tesoreria centrale dello Stato (la funzione di Tesoriere è svolta dalla Banca d’Italia).

Occorre sempre ricordare che l’autorizzazione per le entrate, a differenza che per le spese, non produce però un effetto di limitazione: la PA viene autorizzata dall’approvazione parlamentare del bilancio ad accertare e incassare entrate, ma non incontra un limite massimo nelle previsioni del bilancio. Per cui se l’ammontare dei crediti tributari accertabili o dei versamenti di tributi effettuabili nelle casse erariali dovesse superare quanto previsto, la PA ben potrà procedere agli accertamenti e alle riscossioni/versamenti, senza limiti.

Per le spese il ragionamento è analogo. La formulazione del principio contabile di competenza finanziaria, contenuta nell’allegato 1 alla Legge generale di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009), definisce così il contenuto della prima fase di gestione della spesa, il c.d. “impegno” (previsione e autorizzazione):
Di queste, l’impegno è la fase principale e maggiormente rilevante. Essa, infatti, consente di avviare il procedimento necessario per effettuare una spesa.