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Origini e funzioni delle scienze finanziarie



La Scienza delle Finanze è la denominazione italiana, derivata da quella tedesca, della disciplina che studia i problemi economici della finanza pubblica intesa, secondo Cesare Cosciani (1908-1985), come «L’attività finanziaria dello Stato, e degli altri enti pubblici, che si manifesta attraverso le entrate e le spese del bilancio pubblico».

De Viti De Marco (1858-1943), più semplicemente, sostenne che «l’Economia privata studia l’attività dell’individuo diretta al soddisfacimento dei bisogni individuali» mediante la produzione di beni privati e il consumo di essi, e che «Economia pubblica o finanziaria studia l’attività dello Stato diretta al soddisfacimento di bisogni collettivi», mediante la produzione o fornitura di beni e servizi pubblici e grazie al loro finanziamento con le imposte e altre entrate dello Stato (ossia, con il Bilancio pubblico).

Una descrizione analoga la troviamo in uno dei maggiori economisti tedeschi della seconda metà dell’Ottocento, Adolph Wagner, che definì l’economia pubblica in questo modo: «La speciale natura dell’economia fiscale è determinata dalle sue funzioni, che sono quelle di fornire lo Stato, la più alta forma coattiva di economia collettiva, con le entrate necessarie (beni o moneta) e di realizzare il loro uso [le spese] ....
Ciò è particolarmente importante per la comprensione della scienza della finanza pubblica». Anche ora, dopo più di un secolo, gli studi vertono sempre su quali sono le funzioni che l’economia del settore pubblico deve svolgere e quali, invece, sono le funzioni dell’economia del settore privato, oggetto di studio della Economia politica (nella tradizione inglese, Economics).