Mongo95 di Mongo95
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Per quanto riguarda il diritto primario si hanno i Trattati. Per quanto riguarda il diritto derivato:
A. Regolamenti: una volta approvati a livello europeo, negli Stati membri essi devono essere immediatamente osservati. Sono come leggi, hanno diretta applicabilità, sempre con periodo di vacatio legis. È possibile che lo stato emani atti interni per renderne più chiara e semplice l'applicazione. Il regolamento ha valore generale.
B. Direttive: di solito iniziano con "gli stati devono... entro una certa data... perseguire questa finalità". Quindi hanno come destinatario solo lo Stato e lo vincolano per la finalità. In questo caso occorre atto interno dello Stato per applicare la direttiva, ad esempio una legge.
C. Decisioni: direttamente applicabili, di solito si riferiscono ad un determinato soggetto, hanno cioè portata particolare.
Per diretta applicabilità si intende la caratteristica di atti comunitari che producono direttamente i loro effetti giuridici nell’ordinamento nazionale senza l’interposizione di un atto normativo interno.

Ci sono anche raccomandazioni e pareri, che non hanno effetto vincolante per gli Stati. Il diritto derivato deve trovare sua giustificazione nel diritto primario. In caso contrario interviene la Corte di Giustizia.
Per via degli atti dell'Unione Europea si assiste quindi a delle limitazioni di sovranità degli Stati membri. Dal punto di vista interno si giustificano questa ingerenze, per lo meno in Italia, con un articolo della Costituzione (11). Si giustifica cioè su questa base un’erosione della sovranità statale da parte di organizzazioni internazionali che hanno lo scopo di garantire giustizia e pace.
Il diritto dell’Unione europea è caratterizzato dalla supremazia (o primato). È previsto dalla Corte Costituzionale che l’ordinamento italiano e quello comunitario sono autonomi e separati, ognuno dotato di un proprio sistema di fonti. La normativa comunitaria non entra a far parte del diritto interno, né è soggetta al regime disposto dalle leggi italiane. L’Italia ha riconosciuto la competenza UE ad emanare norme con la ratifica del Trattato di Roma. In caso di conflitti tra norme italiane ed europee, queste antinomie vanno risolte dal giudice italiano ordinario che
applica il criterio di competenza: la norma interna conflittuale va disapplicata (è inapplicabile). È quindi la norma europea a prevalere, in caso di regolamenti e norme con effetto diretto. Se invece a contrastare con la normativa europea sono norme costituzionali, a prevalere è sempre e comunque il diritto europeo, a meno che non sia violato un principio fondamentale della Costituzione.

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