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Tutela civilistica del consumatore



Il codice civile, sin dalla sua originale forma del 1942, si è posto l’obiettivo molto ambizioso di sanare lo squilibrio fisiologico fra il contraente forte e quello debole in un rapporto negoziale: il primo è il venditore, produttore o fornitore; il secondo è il consumatore.
Per raggiungere questo obiettivo il codice ha disposto varie forme di tutela a vantaggio del contraente debole: di queste, la più efficace è la tutela di carattere civilistico.
La tutela civilistica del consumatore è sia contrattuale, sia aquiliana (extracontrattuale). Un esempio di responsabilità aquiliana è il risarcimento del danno da prodotto difettoso: il produttore che mette in commercio un prodotto che cagiona un danno è tenuto a risarcirlo.

Bisogna poi distinguere fra tutele individuali e collettive (o superindividuali). Le prime comprendono molteplici fattispecie: la nullità in presenza di clausole abusive, lo ius penitenti (recesso) nel caso di contratto stipulato al di fuori dei locali commerciali, la possibilità di restituire il bene entro il termine di 14 giorni, ecc.
Le tutele superindividuali sono due: l’azione inibitoria collettiva e l’azione di classe. Quest’ultima tende a garantire il risarcimento o la restituzione del prodotto. Si tratta, quindi, di una forma di tutela superindividuale (improntata alla protezione dell’interesse del singolo).