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Il turismo nelle leggi regionali

Regioni a statuto speciale

Con lo strumento dei decreti presidenziali sono state trasferite alle Regioni a statuto speciale anche le funzioni amministrative relative alla materia del turismo. Questi decreti hanno lasciato, inizialmente, un limitato spazio all’autonomia delle Regioni riservando ampi poteri allo stato centrale; solo in seguito all’affermarsi di movimenti diretti al riconoscimento dei poteri autonomistici previsti dalla Corte costituzionale le Regioni sono riuscite, in modo non uniforme, a ritagliarsi spazi significativi in materia turistica.
Quindi, se prima in materia turistica non avevano una significativa differenziazione, poi via via hanno acquisito sempre più una maggiore autonomia.
Gli statuti individuano il turismo fra le materie di competenza esclusiva delle Regioni, competenza che deve essere esercitata in armonia con la Costituzione e con i principi dell’ordinamento giuridico rispettando:

* gli obblighi internazionali  siamo in un contesto europeo, perciò le nostre Regioni non possono fare una promozione del turismo in contrasto con i principi stabiliti dalla CE;
* gli interessi nazionali  rispetto delle altre Regioni;
* le norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica.
Regioni a statuto ordinario
La legge costituzionale 3/2011 di modifica del titolo V della Costituzione e la legge di riforma della legislazione turistica 135/2001 rafforzano il ruolo e il potere delle Regioni a statuto ordinario.
Il loro potere legislativo nel settore turistico è pari a quello delle Regioni a statuto speciale ed è diventato quindi esclusivo e non più concorrente e sono affidate loro funzioni amministrative della stessa materia.
Questi poteri incidono sulle politiche di sviluppo turistico sia nazionali che internazionali, si interessano dell’organizzazione turistica regionale, riguardano l’esercizio delle imprese e delle professioni turistiche, attengono alla vigilanza su enti e organismi turistici.
Gli statuti di queste Regioni prevedono norme che regolano l’organizzazione interna relative ai settori che la Regione ritiene rilevanti per lo sviluppo economico e dei rapporti sociali. In tal senso, il turismo è visto sotto un’ottica di fonte economica e di sviluppo che permette l’interscambio culturale ed è quindi una fonte che deve essere valorizzata.

Nei rispettivi statuti le Regioni hanno emanato norme legislative in materia turistica con diversa intensità. Tutte le Regioni hanno approvato e modificato nel tempo norme relative all’ordinamento turistico regionale adeguandolo alle norme nazionali che man mano intervenivano.

Gli altri settori d’intervento legislativo che hanno coinvolto una larga parte degli enti regionali hanno riguardato:
* professioni turistiche; * agriturismo; * classificazione delle strutture ricettive; * attività delle agenzie di viaggio e turismo; * forma ricettiva bed and breakfast; * vincolo alberghiero; * forme di finanziamento al settore.

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