Concetti Chiave
- Le funzioni amministrative relative al turismo sono state trasferite alle Regioni a statuto speciale tramite decreti presidenziali, con un'iniziale limitata autonomia.
- Le Regioni hanno acquisito maggiore autonomia nel turismo, riconosciuta come competenza esclusiva, da esercitare in armonia con la Costituzione e gli obblighi internazionali.
- Le riforme costituzionali del 2011 hanno rafforzato il potere legislativo delle Regioni a statuto ordinario nel settore turistico, rendendolo esclusivo e paragonabile a quello delle Regioni a statuto speciale.
- I poteri regionali influenzano le politiche di sviluppo turistico, l'organizzazione interna e la vigilanza su enti e organismi turistici, considerando il turismo un'importante risorsa economica.
- Le Regioni hanno emanato norme legislative in vari settori, come professioni turistiche e agriturismo, adattando le normative turistiche regionali a quelle nazionali nel tempo.
Trasferimento delle funzioni amministrative
Con lo strumento dei decreti presidenziali sono state trasferite alle Regioni a statuto speciale anche le funzioni amministrative relative alla materia del turismo. Questi decreti hanno lasciato, inizialmente, un limitato spazio all’autonomia delle Regioni riservando ampi poteri allo stato centrale; solo in seguito all’affermarsi di movimenti diretti al riconoscimento dei poteri autonomistici previsti dalla Corte costituzionale le Regioni sono riuscite, in modo non uniforme, a ritagliarsi spazi significativi in materia turistica.
Qual è l'autonomia regionale nel turismo?
Quindi, se prima in materia turistica non avevano una significativa differenziazione, poi via via hanno acquisito sempre più una maggiore autonomia.
Gli statuti individuano il turismo fra le materie di competenza esclusiva delle Regioni, competenza che deve essere esercitata in armonia con la Costituzione e con i principi dell’ordinamento giuridico rispettando:
* gli obblighi internazionali siamo in un contesto europeo, perciò le nostre Regioni non possono fare una promozione del turismo in contrasto con i principi stabiliti dalla CE;
* gli interessi nazionali rispetto delle altre Regioni;
* le norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica.
Riforme costituzionali e poteri regionali
La legge costituzionale 3/2011 di modifica del titolo V della Costituzione e la legge di riforma della legislazione turistica 135/2001 rafforzano il ruolo e il potere delle Regioni a statuto ordinario.
Il loro potere legislativo nel settore turistico è pari a quello delle Regioni a statuto speciale ed è diventato quindi esclusivo e non più concorrente e sono affidate loro funzioni amministrative della stessa materia.
Sviluppo turistico e organizzazione regionale
Questi poteri incidono sulle politiche di sviluppo turistico sia nazionali che internazionali, si interessano dell’organizzazione turistica regionale, riguardano l’esercizio delle imprese e delle professioni turistiche, attengono alla vigilanza su enti e organismi turistici.
Gli statuti di queste Regioni prevedono norme che regolano l’organizzazione interna relative ai settori che la Regione ritiene rilevanti per lo sviluppo economico e dei rapporti sociali. In tal senso, il turismo è visto sotto un’ottica di fonte economica e di sviluppo che permette l’interscambio culturale ed è quindi una fonte che deve essere valorizzata.
Norme legislative e settori d'intervento
Nei rispettivi statuti le Regioni hanno emanato norme legislative in materia turistica con diversa intensità. Tutte le Regioni hanno approvato e modificato nel tempo norme relative all’ordinamento turistico regionale adeguandolo alle norme nazionali che man mano intervenivano.
Gli altri settori d’intervento legislativo che hanno coinvolto una larga parte degli enti regionali hanno riguardato:
* professioni turistiche; * agriturismo; * classificazione delle strutture ricettive; * attività delle agenzie di viaggio e turismo; * forma ricettiva bed and breakfast; * vincolo alberghiero; * forme di finanziamento al settore.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto dei decreti presidenziali sul trasferimento delle funzioni turistiche alle Regioni?
- In che modo gli statuti regionali influenzano la gestione del turismo?
- Quali riforme hanno rafforzato il potere delle Regioni nel settore turistico?
- Quali settori d'intervento legislativo sono stati coinvolti dalle Regioni in ambito turistico?
I decreti presidenziali hanno inizialmente limitato l'autonomia delle Regioni, riservando ampi poteri allo stato centrale. Solo successivamente, grazie a movimenti per il riconoscimento dei poteri autonomistici, le Regioni hanno ottenuto spazi significativi in materia turistica.
Gli statuti regionali identificano il turismo come materia di competenza esclusiva delle Regioni, che devono esercitarla in armonia con la Costituzione e rispettando obblighi internazionali, interessi nazionali e norme fondamentali delle riforme economico-sociali.
La legge costituzionale 3/2011 e la legge di riforma della legislazione turistica 135/2001 hanno conferito alle Regioni a statuto ordinario un potere legislativo esclusivo nel settore turistico, paragonabile a quello delle Regioni a statuto speciale.
Le Regioni hanno emanato norme legislative riguardanti professioni turistiche, agriturismo, classificazione delle strutture ricettive, attività delle agenzie di viaggio, bed and breakfast, vincolo alberghiero e forme di finanziamento al settore.