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Il turismo culturale

La protezione del patrimonio culturale


Il Codice dei beni culturali e del paesaggio è un ampio testo normativo composto di 184 articoli e organizza la propria disciplina in 5 parti:
1. Principi generali = artt. 1-9 più il 7-bis. Secondo il c.3 art. 1 è compito dello Stato e degli ambienti locali assicurare e sostenere la conservazione del patrimonio culturale. All’art. 6 c.3 il codice coinvolge anche i privati nella valorizzazione del patrimonio;
2. Principi statali e competenze regionali = la seconda e la terza parte del codice trattano rispettivamente dei beni culturali e paesaggistici. Il concetto di tutela riguarda una materia di legislazione statale mentre la valorizzazione rimanda ad una materia di legislazione concorrente Stato-Regione;
3. La quarta parte contiene un apparato di sanzioni amministrative e penali;
4. La quinta parte fa l’elenco delle norme abrogate e detta alcune disposizioni transitorie;


La tutela e la valorizzazione dei beni culturali


I beni culturali e paesaggistici compongono il patrimonio culturale. Appartengono ai beni culturali cose che presentano interesse storico, artistico e archeologico. Questi beni possono essere:
1. Mobili = quadro, moneta antica;
2. Immobili = castello, piazza, colonna;
3. Mobili registrati = navi o aerei aventi interesse storico o artistico;
4. Università di mobili = gallerie e musei;
Dal punto di vista dell’appartenenza giuridica i beni culturali risultano:
1. Pubblici = appartengono allo Stato, alle Regioni o ad altri enti;
2. Privati = appartengono a persone giuridiche private senza scopo di lucro;
Dei funzionari pubblici vigilano sui beni culturali, i quali , se sono ben conservati, possono essere valorizzati anche in chiave turistica. I beni culturali non possono essere danneggiati, distrutti o deteriorati, a questi divieti si aggiunge il divieto di sbarramento, cioè di scomporre, dividere e disperdere le raccolte.
Ci sono degli obblighi conservativi che impongono al proprietario del bene di garantire la sua conservazione. Il Ministero può anche pagare l’intero importo del restauro se gli interventi sono di particolare rilevanza.
Ai beni mobili si applicano le prescrizioni sulla circolazione internazionale dei beni culturali, cioè governare la circolazione di beni al di fuori di confini nazionali.
Il Ministero impone delle norme di carattere urbanistico per evitare che i beni immobili vengano sfigurati o soffocati tra il cemento dei palazzi moderni.


La tutela e la valorizzazione dei beni paesaggistici


La tutela del paesaggio riconosce e salvaguardia i suoi valori culturali. Tra i beni paesaggistici rientrano le cose immobili che hanno caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica.
Delle commissioni regionali di individuano le aree che meritano di essere tutelate. Sulla base della proposta di tali commissioni, la Regione emana la dichiarazione di notevole interesse pubblico, assicurando la conservazione delle aree tramite divieti.
Mediante dei piani paesaggistici la Regione:
1. Pianifica la gestione del territorio;
2. Delimita i beni paesaggistici da tutelare;
3. Individua i fattori di rischio e programma gli interventi da effettuare;


Luoghi della cultura: musei ed ecomusei


Museo = struttura permanente che acquisisce, conserva ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio.
I musei possono essere pubblici o privati, in entrambi i casi deve essere assicurata la più ampia fruizione da parte del pubblico. Le collezioni private e gli immobili privati di interresse culturale possono essere aperti al pubblico secondo modalità di visita concordate.
Ecomuseo = si caratterizza per un più forte radicamento territoriale e per un diretto coinvolgimento delle comunità locali rispetto ai musei.
Gli ecomusei sono istituzioni che possono essere promosse da soggetti pubblici (enti locali) o privati (associazioni ambientalistiche senza scopo di lucro). Nelle varie leggi è costante la necessità di un riconoscimento da parte della Regione sulla base di un progetto di fattibilità. Le finalità degli ecomusei sono:
1. Coinvolgimento e partecipazione attiva della popolazione;
2. Valorizzazione dei patrimoni immateriali;
3. Predisposizione di itinerari di visita;


Forme di collaborazione pubblico-privato per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale


Il ministero può acquistare i beni culturali alienati, donati o conferiti in società pagando all’acquirente il prezzo del bene. Inoltre i beni culturali trovati nel sottosuolo o nel fondale marino sono di proprietà dello Stato.
Per distinguere le forme di sinergia tra pubblico e privato, si distinguono i casi in cui:
1. L’intervento del privato è considerato in sé e per sé = donazione opera a museo;
2. Il coinvolgimento dei privati si inserisce in progetti più ampi;
Il Codice Culturale dei Beni e del Paesaggio prevede accordi e protocolli d’intesa tra le fondazioni bancarie attive nel settore dell’arte e dei beni culturali e il Ministero, le Regioni e gli altri entri pubblici territoriali per coordinare gli interventi di valorizzazione sul patrimonio culturale.
Così come per la valorizzazione dei beni culturali pubblici, anche per quelli privati lo Stato, le Regioni e gli altri enti pubblici stipulano piani strategici su base regionale. Per elaborare questi piani strategici essi costituiscono soggetti giuridici, di cui possono fare parte anche privati proprietari di beni culturali.
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