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Il trattamento di fine rapporto


Il trattamento di fine rapporto (TFR) o liquidazione è disciplinato dall’articolo 2120 del Codice civile. Si tratta di una forma di retribuzione differita: la maturazione giuridica del TFR avviene durante l’intero corso della durata di lavoro, ma esso è esigibile soltanto all’atto della cessazione dello stesso.

Il TFR ha sostituito:
- l’indennità di anzianità nel lavoro privato, che veniva calcolata moltiplicando l’ultima retribuzione per gli anni di servizio presso l’azienda;
- l’indennità di buonuscita (erogata dall’INPS), pari a tanti dodicesimi dell’80% dell’ultimo trattamento retributivo, per quanti sono gli anni utili.
Il trattamento di fine rapporto matura progressivamente, man mano che il rapporto di lavoro procede: ogni anno, infatti, il datore di lavoro accantona a favore di ciascun dipendente un importo, calcolato dividendo la retribuzione annuale per 13,5, che equivale, grosso modo, a una mensilità di retribuzione per anno. Il termine retribuzione attiene a «qualsiasi somma percepita a titolo “non occasionale” dal lavoratore». I contratti collettivi, però, possono derogare in peius questa nozione fornendo una definizione di retribuzione più stringente.
Il TFR finale risulta, dunque, dalla somma di tutti gli accantonamenti annuali. Anche se il dipendente non può esigere il TFR prima della cessazione del rapporto di lavoro, egli può richiederne un’anticipazione (che può ammontare a non più del 70% del trattamento accantonato fino a quel momento).. Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti.
Il datore di lavoro è tenuto a erogare l’anticipazione solo se il dipendente ne ha bisogno per:
- pagare spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
- acquistare la prima casa per sé e per i figli, documentato con atto notarile o con altri mezzi idonei;
- avere un sostegno economico durante il periodo di fruizione del congedo parentale.
L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro ed è detratta dal trattamento di fine rapporto.
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