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Trasporto gratuito e amichevole


A differenza del trasporto a titolo oneroso, quello gratuito non prevede la corresponsione di un compenso al vettore. Gli studiosi hanno ravvisato il trasporto gratuito nelle ipotesi in cui il datore di lavoro offre al proprio dipendente la trasferta dalla residenza di quest’ultimo alla sede lavorativa: il trasporto viene eseguito gratuitamente; il datore di lavoro ha però l’interesse economico di ricevere la prestazione lavorativa del dipendente.
Un altro esempio ricorrente è costituito dalla fattispecie in cui un avvocato offra al proprio cliente la trasferta dalla propria abitazione al tribunale. Come nel contesto lavorativo, la prestazione è caratterizzata da gratuità e l’avvocato è interessato a ricevere il pagamento della propria consulenza da parte del cliente. Un’ultima ipotesi può riguardare il caso in cui un istituto scolastico offra ai propri studenti la trasferta fino alla sede scolastica: quest’ultimo è senz’altro interessato a ricevere il pagamento delle rette.
Per esclusione è possibile desumere alcune ipotesi di trasporto amichevole o di cortesia (autostop; passaggio dato a un amico o a un parente; ecc.).
La disciplina inerente al trasporto gratuito è la medesima cui è soggetto il trasporto a titolo oneroso: in entrambi i casi, eventuali danni arrecati ai passeggeri determinano il sorgere di responsabilità in capo al vettore.
Un discorso diverso deve invece essere fatto per il trasporto amichevole. Ipotizziamo, ad esempio, che un autostoppista chieda un passaggio da Bologna a Milano ma che venga fatto scendere dal mezzo a metà strada. Secondo gli interpreti, una prestazione che è nata spontaneamente, altrettanto spontaneamente può terminare: per questo motivo non sorge alcuna forma di responsabilità in capo al vettore.
Ipotizziamo, ancora, che in seguito a un incidente l’autostoppista riporti dei danni: nel caso in cui il trasportato in via amichevole o di cortesia subisca danni, egli può richiedere il risarcimento dei danni in virtù dei principi interessi alla responsabilità extracontrattuale. Con riferimento al trasporto terrestre trova riferimento l’articolo 2054 del Codice civile, norma che determina una forma di responsabilità concorsuale tra conducente e proprietario del mezzo, salva la prova da parte di quest’ultimo che il mezzo sia stato utilizzato contro la sua volontà.
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