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Lo Stato come ordinamento e soggetto giuridico


L’espressione «stato» può essere intesa in due modi: come Stato ordinamento (o Stato comunità) e come Stato persona (o Stato apparato). Sotto il primo profilo si indica il complesso delle norme, generali e astratte, che vanno a comporre l’ordinamento giuridico (secondo le teorie normativiste), a fronte del quale si pone il complesso delle istituzioni cui, in un determinato territorio e in riferimento a un determinato popolo, è riconosciuta la legittimazione a governare (secondo le teorie istituzionaliste).
Lo stato è anche considerato soggetto dell’ordinamento giuridico, titolare di diritti, poteri, obblighi, rapporti di credito e debito, come altre persone giuridiche operanti nel mondo del diritto. Sotto questo secondo profilo, fra l’altro, lo stato può possedere beni (demaniali e patrimoniali), aziende, pacchetti azionari; può essere chiamato a rispondere in giudizio per azioni e omissioni che abbiano determinato un danno ingiusto; i suoi atti possono essere annullati o disapplicati dal giudice competente.
Le due figure, pur esprimendo entità concettuali diverse, vengono talvolta sovrapposte. Il testo della nostra Costituzione non sempre è chiaro al riguardo. Nell’art. 114 Cost. il primo profilo sembra riassunto con l’espressione «laRepubblica», mentre l’espressione «lo Stato» può essere riferita alla persona giuridica statale, contrapposta a «i comuni, le province, le città metropolitane e le regioni». Non va però dimenticato che solo lo Stato è titolare del nome, del simbolo e della bandiera della Repubblica e solo esso ha il compito di fare valere gli interessi nazionali. Nei «principi fondamentali» si usa l’espressione «la Repubblica» in nove articoli su dodici (o «l’Italia» all’art. 11), mentre agli artt. 7 e 8 Cost. compare l’espressione «lo Stato». Quest’ultima è ripresa nell’art. 28 Cost., dove lo «Stato» è distinto correttamente dagli altri «enti pubblici», e in modo però equivoco negli artt. 33 e 38 Cost., dove può riferirsi sia allo Stato persona sia alle istituzioni repubblicane nel loro complesso.
Anche il codice civile (che risale al 1942) non presuppone una nozione univoca: in alcuni casi stando a indicare lo Stato ordinamento (ad esempio, l’art. 12 delle disposizioni preliminari fa riferimento ai «principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato»), in altri la pubblica amministrazione a livello centrale (ad esempio, l’art. 565 include lo Stato fra i soggetti legittimati alla successione, al quale è devoluta l’eredità in mancanza delle altre categorie di successibili). Il codice, inoltre, distingue fra la soggettività generale di diritto pubblico dello Stato (art. 11) e, ma solo implicitamente, la capacità di diritto privato (art. 2).
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