Ominide 14352 punti

Scienze sociali: economia, sociologia e diritto

Il lavoro è un fenomeno centrale nella vita della società: su di esso si basa infatti la produzione della ricchezza materiale e da esso dipende la possibilità per la popolazione di percepire un reddito e di acquistare beni di consumo. Il lavoro occupa, inoltre, una gran parte del tempo di vita dell'individuo, che in base a esso ricopre una determinata posizione sociale. E, logico, quindi, che il lavoro sia al centro degli interessi delle scienze sociali: l'economia (lavoro come fattore di produzione, occupazione, fonte di reddito), la sociologia (lavoro e classi sociali, atteggiamento nei confronti del lavoro ecc.), il diritto (le norme che lo regolano). Il diritto, nel regolamentare il lavoro, deve tener conto di due punti di vista diversi: quello della produzione e quello della persona. In un sistema capitalistico, qual è quello in cui viviamo, sono le imprese a decidere, in base a criteri di convenienza economica, la quantità di lavoro da impiegare nei processi produttivi e il modo in cui usarlo. Le esigenze dei lavoratori riguardano invece la dignità, la libertà e la sicurezza, oltre che, naturalmente, l'entità del salario percepito e il livello di occupazione. La Costituzione italiana cerca di conciliare i principi su cui si fondano i sistemi capitalistici con l'esigenza di tutelare i lavoratori e di promuovere l'occupazione. Essa infatti riconosce la libertà di impresa e contemporaneamente dà rilievo ad altri fattori (la dignità della persona, il lavoro come diritto), che non possono essere subordinati al primo e che quindi ne costituiscono inevitabilmente un limite. Nel disegno della Costituzione la vita sociale è un sistema complesso, nel quale le regole dell'economia non possono essere separate e indipendenti dalle altre regole sociali.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email