Ominide 10341 punti

Scienza giuridica

La scienza giuridica del XVIII secolo, dunque, si fondava sulla concezione di diritto come consuetudine e, al fine di stabilire un ordine sistematico nel diritto, sovrapponeva le forme consuetudinarie al diritto formale. Essa, pertanto, non studiava il contenuto del diritto (la codificazione), bensì le caratteristiche e le tipologie delle norme vigenti.
La scienza giuridica dell’ottocento considerava lo stato come soggetto dotato di personalità giuridica e, pertanto, di volontà. In tal senso, la legge si configurava come espressione della volontà dello stato. L’emergere di questa concezione rese necessaria la codificazione della legge, cioè della volontà dello stato.
Contrariamente a quanto si sostiene oggi, nell’ottocento si riteneva che il diritto disponesse di un’unica fonte: la legge, cioè la volontà dello stato.
Nell’ottocento, in Europa, il diritto e lo stato erano essenzialmente considerati «stati borghesi», cioè simboli di una società accomunata dagli stessi interessi. Fino al XIX secolo le costituzioni erano flessibili; esse vennero rese rigide al fine di uniformare la volontà dello stato tramite l’espressione del voto da parte di tutti.
Nel corso del novecento, però, l’interesse borghese fu affiancato dall’interesse individuale. Tale differenza scaturì da due questioni principali: il problema sociale, concretizzato attraverso la Rivoluzione russa, e la necessità di tutelare le minoranze.
Dal punto di vista ideologico, infine, il positivismo giuridico fa coincidere la validità di una norma con l’applicazione del criterio di giustizia, passando dalla constatazione dei fatti alla loro valutazione pratica.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email