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Ruolo arbitrario dell’autorità secondo Gans


Il giurista e filosofo Gans ha specificato che l’autorità può essere determinata in maniera arbitraria (non esistono motivi per cui un soggetto possa essere più idoneo ad esercitare l’autorità rispetto ad un altro soggetto); proponendosi come strumento di coesione, l’autorità coordinativa deve essere unica al fine di evitare il rischio che più autorità indichino soluzioni diverse, determinando il venir meno della coordinazione; l’autorità coordinativa, infine, produce obblighi giuridici nei confronti dei consociati poiché gli agenti che deviano dall’equilibrio indicato da tale autorità mettono a rischio la corretta soluzione del problema, causando danno a tutti.
Qualora uno o più agenti non partecipino più al sistema di coordinazione, l’autorità in questione può introdurre misure coercitive nei loro confronti. Secondo Gans, però, la sanzione non si configura come elemento necessario per definire il concetto di autorità coordinativa, bensì come strumento di supporto per risolvere i problemi di coordinazione.
Gans, dunque, non utilizza l’idea di convenzione di Lewis per risolvere i problemi di coordinazione, preferendo a questa il concetto di autorità.
Molti giuristi hanno criticato la posizione di Gans a causa del ruolo di mero supporto che egli attribuisce alla sanzione, sostenendo che uno dei due elementi (autorità coordinativa o sanzione) sarà necessario per mantenere la coordinazione. Se la sanzione non avesse alcun potere coercitivo l’autorità avrebbe successo perché gli agenti, sapendo che tutti gli equilibri sono pareto-ottimali, riterrebbero razionale coordinarsi; se, invece, la sanzione avesse un ruolo di mero supporto, essa renderebbe ridondante il ruolo coordinativo dell’autorità: introdurre la sanzione equivale ad accettare che l’autorità possa fallire; in questo caso, la sanzione sarebbe l’unico strumento utile al fine di punire (sanzionare) gli individui irrazionali che non rispettano la coordinazione; in questo contesto, dunque, la sanzione non svolgerebbe un ruolo di mero supporto, bensì un compito fondamentale per mantenere l’equilibrio di coordinazione.
Gans è stato criticato anche per la sua pretesa di ridurre tutti i problemi di interazione sociale a problemi di coordinazione. Ciò è confutato, ad esempio, dal dilemma del prigioniero, che non è fondato su un problema di coordinazione fra agenti, bensì sulla tormentata scelta che gli agenti sono chiamati a fare tra cooperazione ed egoismo.
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