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Responsabilità oggettiva


Sebbene il dolo e la colpa siano elementi costitutivi del fatto illecito (ex art. 2043), il codice civile ammette diverse eccezioni in cui si risponde di un fatto dannoso anche in assenza di dolo o colpa, classificate come ipotesi di responsabilità oggettiva. Essa sussiste quando tra fatto e danno intercorre un rapporto di causalità oggettiva, secondo la suddetta derivazione del danno come conseguenza immediata e diretta del fatto commesso. Ciò riguarda diverse ipotesi:
- l’esercizio di attività pericolose: l’art. 2050 impone a chi cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, l’obbligo di risarcimento a meno che non provi di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. Questa norma trova larga applicazione soprattutto in relazione alle imprese chimiche o industriali, spesso protagoniste di attività industriali capaci di provocare danni alle persone inquinando l’ambiente e violando il diritto alla salute. L’imputazione non scaturisce da colpa: l’imprenditore, ad esempio, sarà ritenuto oggettivamente responsabile del danno provocato dalle esalazioni nocive della sua industria anche se non gli può essere rimproverata alcuna negligenza o imprudenza o imperizia. Egli potrà liberarsi solo provando di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare l’evento: la prova liberatoria deve dunque dimostrare che le modalità di organizzazione dell’attività pericolosa apparivano idonee a prevenire il fatto dannoso. Qualora la causa del danno resti ignota, l’imprenditore è liberato da ogni responsabilità;
- animali o cose in custodia: il proprietario di un animale o di una cosa risponde del danno da questi cagionato, salvo che provi il caso fortuito, cioè il verificarsi di un evento inevitabile che ha, da solo, creato le condizioni dell’evento dannoso, escludendo il rapporto di causalità fra il comportamento del soggetto e il suddetto evento. A differenza di quanto accade nell’ambito di responsabilità relativa ad attività pericolose, il proprietario dell’animale o della cosa è tenuto al risarcimento anche qualora la causa del danno resti ignota, dunque sotto questo aspetto la sua responsabilità appare più gravosa;
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