Video appunto: Requisiti del matrimonio
Per assicurare che il matrimonio sia idoneo, ordinamento richiede che i nubendi abbiano taluni requisiti che il codice definisce “condizioni necessarie per contrarre matrimonio“. In alcuni casi, la mancanza di requisito può essere superata mediante autorizzazione (es. matrimonio minorenne).
Un principio fondamentale che risulta essere inespresso, ma posto a fondamento dell’insieme delle disposizioni dettate in materia matrimoniale è la diversità di sesso.

Un altro requisito fondamentale riguarda l’età. Proprio per l’importanza che assume il matrimonio, con la riforma del 1975 è stato richiesto che gli sposi abbiano un’età tale da farne presumere un’adeguata maturità di determinazione volitiva.
L’Art 84 ammette al matrimonio soltanto il maggiorenne, tuttavia può essere ammesso al matrimonio, su istanza dell’interessato, anche il sedicenne, ma solo in seguito all’autorizzazione del tribunale per i minorenni e soltanto nel caso in cui ricorrano gravi motivi che ammettino un previo accertamento della sua maturità psico-fisica e della fondatezza delle ragioni da lui addotte.

L’Art 85 preclude il matrimonio per interdizione per infermità mentale, in quanto si tratta di una forma di incapacità che l’ordinamento ricollega ad una totale inettitudine a provvedere ai propri interessi, anche quelli di carattere personale. Possono, invece, contrarre matrimonio l’interdetto a seguito di una condanna penale e l’inabilitato.
Un altro requisito fondamentale è quello della libertà di stato, per cui non può contrarre matrimonio chi sia già vincolato matrimonialmente. (Art 86). Ciò rappresenta l’espressione di uno dei principi cardine del nostro sistema familiare, ovvero la monogamia (la bigamia è prevista anche come reato). Un altro principio cardine è sicuramente rappresentato dall’ “esogamia” , Ovvero il divieto matrimoniale tra persone collegate da uno stretto rapporto di parentela e affinità. Il divieto è ricollegato anche all’esistenza di un rapporto di filiazione adottiva.