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Il matrimonio


In base all'articolo 29 Costituzione italiana "la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio". La Costituzione prende in considerazione solo i nuclei familiari costituiti col matrimonio: presupposto della "famiglia di diritto" è il matrimonio. A questo proposito va ricordato che oggi la «famiglia di fatto» è equiparata alla famiglia di diritto in numerosi casi. L'ordinamento giuridico italiano riconosce il matrimonio civile, il matrimonio concordatario e il matrimonio religioso non cattolico.
Il matrimonio civile è celebrato pubblicamente dal Sindaco (o da un consigliere da lui delegato) ed è regolato esclusivamente dalle leggi dello Stato italiano.
Il matrimonio concordatorio è un sacramento celebrato da un sacerdote secondo il rito cattolico; in seguito il sacerdote trasmette l'atto all'ufficiale di stato civile, che a sua volta provvede a trascriverlo; una volta trascritto, il matrimonio produce effetti civili (cioè viene regolato dal diritto italiano).
Produce effetti civili anche il matrimonio religioso non cattolico, che deve essere celebrato davanti al ministro di un culto ammesso dallo Stato italiano.

Separazione e divorzio


Con la separazione i coniugi, a causa di gravi incomprensioni, decidono di sospendere la coabitazione, ma restano sposati a tutti gli effetti. La separazione può essere:
- consensuale: quando entrambi i coniugi sono d'accordo e il Tribunale si limita a prenderne atto;
- legale: quando viene stabilita da una sentenza del giudice, perchè ci sono contrasti fra i coniugi;
- di fatto: quando i coniugi cessano di coabitare, senza intraprendere alcuna azione giudiziaria.
La separazione può portare alla riconciliazione o al divorzio.
Il divorzio, che determina lo scioglimento del matrimonio, fu introdotto in Italia da una legge del 1970. La legge sul divorzio fu sottoposta a referendum abrogativo nel 1974, ma la maggioranza degli italiani rifiutò di cancellarla (59.1% dei votanti). Dopo le modifiche apportate nel 1987, il divorzio è ammesso:
- quando uno dei coniugi è stato condannato a una pena detentiva superiore ai 15 anni;
- quando i coniugi sono separati da almeno 3 anni.
Dopo il divorzio, che può essere richiesto da entrambi i coniugi o da uno dei due, l'uomo e la donna sono liberi di contrarre un nuovo matrimonio. Il divorzio produce effetti civili e non religiosi, perchè secondo la Chiesa il matrimonio è un sacramento e, come tale, non può essere sciolto ("indissolubilità del matrimonio").
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