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Per Pari Opportunità s’intendono i diritti e i doveri che spettano a ciascuno, uomo o donna, normodotato o diversamente abile, giovane o anziano, povero o ricco. Per tutelare questi diritti e garantire la libertà di ognuno, sono stati stesi numerosi documenti e articoli; quelli più significativi si trovano nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nella Costituzione, nel Rapporto Biennale al Parlamento, negli ultimi dati ISTAT e in alcuni articoli di giornale. Purtroppo però questi diritti non sono rispettati da tutti, perché qualcuno, ritenendo un’altra persona inferiore o diversa, crede di poterla dominare o possedere. Un esempio è la questione degli immigrati, di cui sentiamo parlare quotidianamente, per la quale certe nazioni si chiudono in loro stesse, credendosi superiori e potenti, non dando spazio a persone straniere, di altre popolazioni, culture e religioni. Un’altra questione, in cui si riscontra una situazione di questo tipo, è quando si parla di minori, cioè di bambini, che sono trattati in modo scorretto e umiliante, semplicemente perché ritenuti inferiori e ingenui. Mentre un’appropriata situazione in cui alcune persone in precedenza discriminate hanno avuto un cammino, per arrivare a determinati diritti, è sicuramente la questione delle donne! La parità fra uomo e donna è un tema percorso e ripercorso più volte nel corso della storia, di cui si è tornato a parlare soprattutto in questo periodo, cioè nel Terzo Millennio. Le donne, secondo alcune indagini ISTAT, sono più istruite rispetto agli uomini, ma nonostante ciò tendono a guadagnare molto meno. Infatti, una donna su due si laurea, mentre il 4,5% di loro viene bocciata durante la scuola superiore, contro il 9% dei ragazzi. Non solo… le donne sono ritenute anche più colte dal punto di vista artistico: infatti, visitano più piacevolmente musei e mostre e assistono più frequentemente a spettacoli e opere a teatro o a proiezioni di film al cinema. Anche all’interno della politica ci sono stati alcuni cambiamenti, come ad esempio la norma messa in atto dal Ministro delle Pari Opportunità, che prevede la presenza del 30% di “candidature rosa” nelle varie campagne elettorali. La donna inoltre è sempre stata vista come esclusivamente al servizio della famiglia, ma questa situazione sembra stata in parte superata. Infatti, molte donne si danno alla carriera, addirittura assentandosi per giorni da casa e trascurando in parte le attività domestiche. Ma ci sono anche quelle donne che cercano un equilibrio nella loro vita e quindi riescono a combinare sia il mestiere di madre, sia la carriera, e qui nasce la figura delle “madri Lavoratrici”. Purtroppo però la donna è sfruttata e sottopagata all’interno del mondo del lavoro, perciò è spesso preoccupata, agitata e sotto stress! Invece nei Paesi in via di sviluppo, la donna viene ancora vista come una persona inferiore, che si deve chinare alla figura maschile. Un esempio è l’Afghanistan, in cui sono frequenti i matrimoni precoci e è opinione diffusa che la donna non debba essere istruita, perciò nelle ragazze c’è un basso grado di alfabetizzazione. Ora analizzeremo la figura femminile nel corso della Storia. La donna nel corso della Storia è stata sfruttata, discriminata, sottovalutata, disprezzata e umiliata. Tutto ciò perché veniva vista come una serva, una schiava o un essere inferiore. Ma con il passare del tempo, la donna ha trovato la forza per mostrare la sua determinazione e il suo coraggio. Quando le donne ottennero il diritto al voto e acquisirono via via tutti i diritti di cui oggi usufruiscono. Nei tempi antichi, infatti, l’uomo era visto come un capo esperto. I Romani vietavano alle donne di possedere ricchezze, di vestirsi in modo vistoso e di uscire liberamente. Mentre nel Medioevo aumentarono i pregiudizi, nel Rinascimento le donne diventarono presenti nella politica, nell’arte e nei commerci. Durante la prima guerra mondiale le donne furono chiamate a sostituire nelle fabbriche gli uomini, impegnati nelle sanguinose guerre. Con Mussolini questa rivoluzione rallentò, per fermarsi successivamente per un determinato periodo.

Riprese verso la fine della seconda guerra mondiale.
Altre persone ritenute diverse sono i disabili. Queste persone, dette diversamente abili, sono circa tre milioni in Italia e sono persone che hanno bisogno di assistenza, dell’aiuto e del sostegno di qualcuno. Nonostante ciò è evidente che hanno gli stessi diritti che abbiamo noi: il diritto di muoversi, di istruirsi e di lavorare. Purtroppo nella vita quotidiana ci sono degli ostacoli, che impediscono la mobilità e la possibilità di circolazione di queste persone, in particolar modo di chi necessita di una carrozzella durante degli spostamenti. Questi ostacoli vengono chiamati “barriere architettoniche”. Esistono delle norme per permettere a queste persone di muoversi con tranquillità, riguardanti gli accessi ai palazzi, le porte, le scale, gli ascensori, le attrezzature di servizio, i bagni, i mezzi di trasporto, i marciapiedi e gli incroci. Per aiutare queste persone a non sentirsi escluse e rifiutate dal mondo esterno, si cerca di operare nell’ambito dell’integrazione, fornendo lavoro, con agevolazioni e spazi particolari. Ciò avviene anche nello sport, consentendo al disabile di manifestare determinate qualità e abilità , e consentendogli di competere agonisticamente. Un altro fatto che può colpire, parlando di pari opportunità, è la differenza fra le nazioni e le popolazioni. Infatti le persone possono essere diverse per cultura, religione, politica, situazione economica, carnagione, posizione geografica e molti altri fattori. Ma questo valore della diversità non ci dà il diritto di sottomettere chi è meno fortunato di noi, come le persone povere che vivono nel Terzo Mondo. Infatti un bambino su cinque nel mondo soffre di malnutrizione, quindi significa avere una disastrosa situazione economica, tale da non poter neanche garantire il pane per i propri figli. Per questo motivo inoltre, molti bambini si ammalano facilmente, e avendo le difese immunitarie basse, muoiono. Tutte queste situazioni spesso sono dovute a uno scontro continuo con un’altra nazione o a persone sbagliate a capo dello Stato. Molte persone quindi decidono di viaggiare o spostarsi e trasferirsi in un’altra nazione, con nuove leggi, nuovi capi e nuove culture, magari sempre mantenendo la propria religione, la propria tradizione e talvolta anche la lingua, anche se difficilmente.
Secondo me, è sbagliato che alcune persone siano giudicate e viste in modo diverso a causa della sfortuna, della situazione economica, del grado sociale e della religione professata. Anzi il mondo è bello perché vi convivono tante diverse situazioni, ciascuna con le proprie peculiarità e con le proprie caratteristiche: sta a noi cogliere queste differenze e trasformarle in ricchezza per tutti noi!

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