Ominide 6530 punti

Regolamenti governativi in senso stretto


Le quattro tipologie di regolamento governativo in senso stretto, adottate sulla base del procedimento sopra indicato, sono:
1. Regolamenti di esecuzione: essi consentono di intervenire in materia di decreti legge, decreti legislativi e regolamenti dell’Ue.. Tali regolamenti rendono tecnicamente applicabile una normativa legislativa già completa in ogni suo elemento. Essi subentrano nel caso in cui la fattispecie normativa sia stata già individuata e definita ma necessita di un continuo aggiornamento: si pensi, ad esempio, al divieto penale di vendere e produrre sostanze stupefacenti. Ogni giorno, vengono immesse in commercio nuove tipologie di sostanze illegali. Ciò richiede che la legge atta a perseguire tale vendita e produzione venga costantemente aggiornata. Per evitare che ciò avvenga tramite l’iter legislativo parlamentare, tale compito è affidato ai regolamenti di esecuzione;
2. Regolamenti di attuazione / integrazione: permettono di intervenire in relazione a decreti legislativi recanti norme di principio esclusi quelli attribuiti ai consigli regionali. Tali regolamenti, invece, integrano con norme di dettaglio una disciplina legislativa che si è limitata a norme di principio. Un’eccezione è costituita dalle riserve di legge assolute: le materie con riserva di legge, infatti, non possono essere integrate da regolamenti perché la loro disciplina è definita solo ed esclusivamente dalla legge. Diverso è il caso della riserva di legge relativa, sulla base della quale alla legge è affidata una disciplina in via di principio: in questo caso, dunque, la disciplina nel dettaglio di tale materia può essere integrata da un regolamento;
3. Regolamenti di organizzazione: sono definiti tali i regolamenti che disciplinano l’organizzazione e il funzionamento delle organizzazioni pubbliche (ai sensi dell’articolo 97 della Costituzione);
4. Regolamenti indipendenti: essi intervengono indipendentemente dalla presenza di una legge. Tali regolamenti, dunque, possono essere deliberati dal consiglio dei ministri in merito a materie prive di una qualsiasi disciplina legislativa dettata da una fonte primaria, tranne, ovviamente, nel caso in cui si tratti di materie con riserva di legge. Essi, dunque, possono essere adottati solo in presenza di due presupposti: la presenza di una materia non disciplinata da una fonte primaria; l’assenza di una riserva di legge riferita a tale materia.
Molti giuristi, però, hanno sollevato questione di costituzionalità, sostenendo che l’ultima tipologia di regolamento contrasta il principio di legalità: il fatto che una materia sia disciplinata autonomamente è stato considerato incostituzionale. Altri, invece, hanno controbattuto asserendo che tale disposizione deriva direttamente da una legge (400/1988) e pertanto essa non è illegale.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email