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Regolamenti di delegificazione


A partire dagli anni 90, ai regolamenti è stato attribuito il potere di delegificare (si parla infatti di regolamenti di delegificazione). Delegificare vuol dire sostituire una disciplina legislativa con una disciplina regolamentare, facendo in modo che una materia, precedentemente regolamentata da una legge, sia disciplinata da un regolamento.
Il secondo comma dell’articolo 17 della legge 400 del 1988 stabilisce che, «con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.
A differenza di quanto accade per gli altri tipi di regolamenti, i regolamenti di delegificazione richiedono, volta per volta, che vi sia una legge che autorizzi il governo a delegificare (legge di autorizzazione o legge di delegificazione). Si tratta di una legge ordinaria: essa, infatti, è approvata dal parlamento.
L’adozione dei regolamenti di delegificazione avviene tramite tre fasi:
1. Deliberazione delle legge di autorizzazione o delegificazione, la quale deve contenere norme generali regolatrici della materia, a cui il governo dovrà necessariamente attenersi per emanare il regolamento. In secondo luogo essa deve indicare le norme legislative la cui futura abrogazione è contestualmente disposta;
2. L’emanazione del regolamento di delegificazione, previo parere parlamentare;
3. Abrogazione effettiva della fonte delegittimata: l’abrogazione della suddetta legge ha effetto a partire dal momento in cui il regolamento sarà emanato. Gli effetti abrogativi, dunque, sono momentaneamente sospesi fino al giorno dell’entrata in vigore del regolamento: ciò determina la sostituzione di una legge (abrogata dal parlamento) con un regolamento di delegificazione (emanato dal governo). Formalmente, dunque, tale procedimento si attiene al criterio gerarchico poiché la legge è abrogata dal parlamento e, solo in seguito a ciò, il governo ha la possibilità di adottare un regolamento che disciplini la materia relativa alla legge appena abrogata.
Recentemente il parlamento ha esteso il proprio controllo sui regolamenti di delegificazione: dopo aver approvato la legge di autorizzazione, il parlamento si assume l’onere di adottare un parere (obbligatorio ma non vincolante) sul regolamento di delegificazione prima della sua emanazione.
Sebbene la procedura sopra indicata sembri in parte evocare quella necessaria per l’emanazione di un decreto legislativo, le fonti oggetto della procedura sono distinte per ambiti, competenze e forza normativa: i decreti legislativi sono fonti primarie (atti aventi forza di legge), mentre i regolamenti di delegificazione sono fonti secondarie, dunque ad essi subordinati.
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