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Receptum arbitri e receptum argentari



Receptum arbitri



Tale patto era definito in questo modo perché la sua stipulazione prevedeva la presenza di un arbiter, chiamato a fungere tra mediatore tra le due parti. Tramite questa forma di receptum, l’arbiter si impegnava a pronunciarsi sulla controversia e, contestualmente, le due parti si impegnavano, attraverso un atto chiamato «compromissum», di sottostare a quanto stabilito dall’arbitrer.

Receptum argentari



Il receptum argentari era un patto pretorio in base al quale un banchiere (argentarius) si obbligava per un debito di un proprio cliente, fungendo dunque da suo garante. La differenza tra constitutum debiti alieni e receptum argenti è la figura del garante: nel secondo caso il garante è il banchiere (argentarius) dunque una figura solvibile; l’obbligazione del banchiere, inoltre, è autonoma rispetto all’obbligazione principale. Pertanto, se l’obbligazione principale dovesse venir meno, lo stesso non avverrebbe per l’obbligazione dell’argentarius, poiché essa non risente della sorte dell’obbligazione principale, dalla quale è infatti autonoma. Giustiniano soppiantò l’istituto del receptum argentari con il constitutum debiti alieni.
Altri patti importanti erano invece legate a figure particolari, definite staculariorum. Tali patti erano il receptum staculariorum, il receptum cauponum e il receptum nabutarum. Questi patti, informali, prevedevano una responsabilità in capo alle tre figure sopraccitate per le cose che venivano portate con sé dagli avventori o dai trasportati. Da questi patti. È proprio da questi patti che è scaturita l’odierna concezione di responsabilità dell’albergatore, disciplinata dagli articoli 1783 e seguenti del Codice civile.
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