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Reato continuato e reato permanente



Dal concorso di reati si discosta la fattispecie del reato permanente. Esso appartiene alla categoria dei c.d. reati di durata. Esso è caratterizzato da un’unica condotta che si protrae nel tempo, sorretta da un unico elemento soggettivo che resta costante e da una perdurante offesa del bene giuridico protetto.
La permanenza, dunque, riguarda tre elementi. Condotta, elemento soggettivo e offesa permanente del bene giuridico.

Il reato permanente è costituito da un’unica condotta che perdura nel corso del tempo; il reato continuato, invece, è dato dalla somma di più reati contraddistinti dal medesimo disegno criminoso.
Quando una sola condotta dà vita a più fattispecie criminose, dal punto di vista sanzionatorio la pena del reato più grave assorbe quella del reato meno rilevante. Se, ad esempio, Tizio effettua una rapina a mano armata, dalla sua condotta scaturiranno due distinti reati: rapina e furto. In questo caso la pena applicabile alla rapina (reato più grave) ingloba quella prevista per il furto.
Il concorso di reati, dunque, contempla la possibilità di contemperare la condotta posta in essere dal reo e il profilo sanzionatorio che è legato alla condotta più grave fra quelle di cui il reo si è macchiato. Il legislatore, così, ha voluto realizzare un bilanciamento netto.