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Rapporto dialettico fra Italia e UE in materia di finanza pubblica



La relazione dialettica tra “Stato e Unione europea”, nel contesto della crisi economica, può essere letta alla luce dell’opposizione di categorie economico-giuridiche in costante mutamento, quando il baricentro della decisione politica, manifestazione di sovranità, tende a spostarsi verso l’ordinamento sovranazionale (UE) mentre gli Stati tendono a diventare una sede decisionale “periferica”, dotata di un grado variabile di autonomia (mai assoluta) nel recepire gli indirizzi di politica economico- finanziaria che le Istituzioni comunitarie formulano e coordinano a livello “centrale”.

Alcune di queste opposizioni dialettiche (ad esempio Tutela/Sostenibilità dei diritti, Stato/mercato, Governo/Parlamento) emergono con cadenza periodica.

Lo studio del sistema giuridico di finanza pubblica italiano ruota attorno all’analisi della disciplina del bilancio dello Stato.
Questo perché le Leggi di bilancio (sia quella che approva il bilancio di previsione dello Stato sia, pur se in misura minore, quella che approva il bilancio consuntivo o rendiconto) svolgono una funzione fondamentale, definendo un certo rapporto tra le entrate e le spese pubbliche, tanto dal punto di vista contabile (prospettiva formale) quanto da quello economico (prospettiva sostanziale).
La Legge di bilancio (si intende quella che approva il bilancio di previsione) cura come suo interesse primario proprio l’interesse finanziario dello Stato e di tutto il comparto pubblico.