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Rapporto tra cooperazione e coordinazione


La cooperazione si fonda sulla scelta razionale della collaborazione: ogni scelta sociale si riduce alla decisione di cooperare o di non collaborare. Ogni agente può sceglier di adottare una di queste due strategie sulla base dell’utilità che si propone di raggiungere. Il filosofo Nozick sostiene che gli agenti tendono a scegliere rispetto agli effetti che una determinata strategia provoca a loro stessi: si pensi, ad esempio, alla scelta di non fumare. Qualora la scelta non implichi delle nitide conseguenze in un prossimo futuro, invece, la scelta degli agenti non è sempre la più giusta: si pensi, ad esempio, al continuo uso di automobili che emettono sostanze dannose alla salute.
Secondo Norvick, la cooperazione è un tratto distintivo dell’agire umano che acquisisce valore a prescindere dall’utilità immediata che essa genera sulla società.
Nel gioco del dilemma del prigioniero, secondo Nash l’equilibrio è garantito dalla cooperazione: prendendo spunto dall’idea di Nash, molti pensatori hanno formulato «la teoria evolutiva dei giochi», configurata in termini evoluzionistici. Le comunità di esseri umani non fanno altro che giocare al gioco del dilemma del prigioniero: si tratta del dilemma che pone ogni agente (essere umano) di fronte alla scelta tra la cooperazione e la non collaborazione. Diversi studi hanno dimostrato che l’evoluzione ha prodotto la morale: la legge morale, dunque, non sarebbe altro che il prodotto dell’evoluzione.
i giochi di coordinazione sono risolti attraverso il concetto di autorità coordinativa, cioè un’autorità che risolve la scelta dei singoli agenti.
Nell’ambito del gioco, acquista un ruolo eminente il ragionamento della sanzione: la scelta degli agenti di quale strategia adottare è influenzata anche dall’eventuale sanzione che una scelta giuridicamente sbagliata potrebbe implicare.
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