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Questione dell’Islam in Italia


L’Islam si annovera fra le confessioni religiose acattoliche che non hanno firmato alcuna intesa con lo Stato italiano ai sensi dell’art.8, comma 3 della Costituzione. La presenza dell’Islam è piuttosto eterogenea per cui esso è frammentato in diverse comunità ed associazioni che rappresentano varie correnti di pensiero; per questo, esse non sono ancora riuscite ad avviare delle trattative di intesa con lo Stato. Tuttavia, il Ministero dell’Interno (voluto da Alfano e confermato da Minniti) ha previsto un Consiglio per le relazioni con l’Islam italiano, le cui funzioni sono consultive in materia di questioni relative alla presenza in Italia delle comunità mussulmane. Nel 2017, è stato firmato al Viminale il Patto Nazionale per l’Islam italiano per fare in modo che la comunità islamica sia aperta e aderente ai valori e ai principi italiani.
I principali ostacoli ad un’intesa sono:
• la frammentazione dell’Islam (sciti, sunniti, eccc…) e quindi la mancanza di un’unica identità
• l’assenza di un organismo centrale islamico (es. manca la pubblicazione di un albo degli iman) che possa svolgere il ruolo di controparte tra Islam e ordinamento italiano
• il contrasto tutt’ora esistente all’interno dell’Islam per combattere il radicalismo ed il fanatismo religioso
• la difficoltà da parte degli islamici ad accettare il costituzionalismo occidentale da cui essi sono molto distanti

Il diritto islamico

Sharia = insieme di norme religiose, giuridiche e sociali che si fondano sul Corano. Nella sharia convivono regole teologiche, morali, rituali, di diritto privato, fiscali, penali, processuali e di diritto bellico. Poiché il diritto islamico è vincolato ad un testo considerato sacro (= il Corano), la scienza giuridica musulmana è vincolata dalla teologia e le fonti del diritto islamico coincidono con le fonti della teologia :
1) Corano e Sunna (= insieme di tradizioni ormai consolidate)
2) Consenso generale ad una teoria data dalla comunità dei giuristi-teologi
3) Ragionamento per analogia)
Il Corano ha la precedenza assoluta e vi si ritrovano numerosi precetti giuridici (diritto di famiglia, successioni, ma anche indicazioni su cibi leciti e non leciti)
Nel diritto penale non viene fatta distinzione fra peccato e reato dato che l’intero sistema giuridico ha un carattere religioso.
Nel diritto islamico mancano molti istituti che caratterizzano quello occidentale:
• nozione di tentativo
• nozione di recidiva
• nozione di cumulo di pene
• nozione di circostanze aggravanti o attenuanti
Manca l’elemento soggettivo: dolo, colpa, preterintenzionalità, in quanto ai fini dell’applicazione della pena è sufficiente tener conto del risultato materiale e poco importa se esso sia frutto o meno della volontà dell’accusato.
Il minore non è mai considerato punibile e poiché la maggiore età corrisponde alla pubertà la donna è punibile prima dell’uomo. Non sono punibili nemmeno gli incapaci di intendere e di volere, chi è affetto da follia o da intossicazione
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