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Azioni a tutela della proprietà nel mondo romano


Cautio damni infecti (garanzia per danno eventuale)


La garanzia per danno eventuale è uno strumento giuridico al quale si ricorreva nell’ipotesi di ricevere danni dal fondo del vicino, a causa di un albero che stesse per cadere o dalla costruzione di un’opera pericolosa. In tal caso, il titolare del fondo da cui il pericolo potenziale proveniva prometteva al vicino attraverso una cautio (stipulazione pretoria) che, nel caso in cui il danno si fosse verificato, lo avrebbe risarcito. Diversamente, se questi non avesse prestato la cautio, il pretore avrebbe concesso al vicino una missio possessionem, attraverso la quale avrebbe avuto la possibilità di fare ingresso nell’immobile dal quale proveniva la minaccia. Se, nonostante la missio in possessionem, il proprietario del fondo da cui proveniva la minaccia avesse continuato a non prestare la cautio, il pretore, trascorso un certo periodo di tempo, avrebbe concesso al vicino una seconda missio in possessionem (ex secundo decretu) irrevocabile, con la quale quest’ultimo avrebbe acquistato sul fondo un possesso ad usucapionem, diventando proprietario bonitario del bene: decorso un biennio egli ne avrebbe acquistato la proprietà per usucapione.

Interdictum quod vi aut clam (interdetto ciò che con la violenza o di nascosto)

tale interdetto serviva a far rimuovere la costruzione che qualcuno avesse realizzato su un fondo altrui, nonostante il divieto del proprietario (vi) oppure di nascosto (clam).

Azione per il regolamento dei confini


Nel caso dei fondi rustici, poteva capitare che, per modifica dei luoghi a causa di svariati casi, si rendesse necessario un regolamento dei confini. L’azione preposta a ciò era appunto l’azione per il regolamento dei confini (actio finum regundorum).
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