Ominide 6530 punti

Processo arcaico a difesa della proprietà secondo Manthe


Nell’ambito della mancipatio, Manthe nota:
1. Che il primo a parlare sia l’acquirente e che egli dichiari che la res sia sua, sebbene ciò non sia vero perché il rito non è stato ancora ultimato;
2. Il fatto che l’accipiens affermi che la res deve venire da lui acquistata in cambio di questo rame e con questa bilancia di rame, costituisce un dato incongruo con il rito della mancipatio: esso prevedeva infatti che la compravendita precedesse sempre l’acquisizione del bene;
3. Dunque, l’affermazione dell’accipiens secondo cui la res debba essere da lui acquistata in cambio di questo rame e con questa bilancia, dovrebbe precedere la parte relativa all’acquisizione del bene. Tale incongruenza indusse Manthe a ritenere la parte finale del rituale un’aggiunta non organica, cioè un passo del testo aggiunto solo in seguito e non presente nella versione originale del rituale;
4. L’incongrua formulazione del rito della mancipatio coincideva esattamente con il processo arcaico actio sacramentum in rem, in cui l’attore affermava appunto che la res era sua proprietà secondo il diritto dei cittadini romani e doveva venire da lui acquistata in cambio di questo rame e con questa bilancia di rame, cioè le medesime parole costituenti il rito della mancipatio. Nell’actio sacramento in rem, processo a tutela della proprietà, l’attore (colui che prendeva l’iniziativa del processo) affermava di essere il proprietario del bene. Da ciò derivava una sentenza (emessa sempre al tramonto del giorno in cui il procedimento aveva avuto inizio). Nella mancipatio, chi voleva acquistare la proprietà affermava che la cosa era sua; colui che voleva trasferire la proprietà non si opponeva. Lo stesso accadeva nel corso dell’actio sacramentum in rem: se la rivendicazione di una proprietà da parte di un soggetto non trovava l’opposizione del proprietario effettivo, il giudice riconosceva il diritto di proprietà all’attore (sedicente proprietario);
5. Tale coincidenza fra l’originario rituale della mancipatio e il rituale dell’antico processo arcaico a difesa della proprietà ha indotto Manthe a sostenere che nell’età arcaica i più importanti beni dell’asse patrimoniale non potevano essere trasferiti senza un consenso specifico. Per questa ragione la mancipatio è stata mascherata sotto forma di processo che consentiva ai romani di effettuare ugualmente il trasferimento del bene pur non servendosi della mancipatio;
6. L’aggiunta non organica, dunque, rappresentava la consapevolezza che originariamente i beni più importanti dei romani non potevano essere trasferiti tramite la mancipatio.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email