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I problemi della giustizia italiana

In Italia, da alcuni anni, il problema legato al funzionamento della giustizia è uno dei più dibattuti e può essere seguito quasi quotidianamente sulla stampa.
Innanzitutto bisogna premettere che, negli ultimi decenni, i giudici si sono occupati di combattere la corruzione. Basti pensare all’inchiesta di “mani pulite”, iniziata nel 1992 a Milano, che ha sottoposto a processo e spesso anche all’arresto di una classe dirigente comprendente uomini politici, funzionari pubblici, industriali e banchieri. Di conseguenza, i magistrati e i pubblici ministeri che hanno condotto le inchieste hanno acquistato in poco tempo una grande popolarità. Questo ha creato una situazione di vero e proprio conflitto tra le massime autorità dello Stato, soprattutto i membri del Parlamento contro i giudici, ma anche nell’opinione pubblica.
Coloro che criticano il comportamento della Magistratura sono del parere che i giudici, aprendo sistematicamente indagini contro i politici, in modo inevitabile, si sono messi a fare politica, venendo quindi a tradire il loro ruolo neutro all’interno del potere giudiziario. Inoltre, i giudici hanno spesso abusato del loro ruolo, attraverso gli arresti facili ed il loro scarso rispetto dei diritti degli imputati. Tali abusi sono stati resi possibili dalle condizioni di eccessiva autonomia e discrezionalità previste dalla stessa Costituzione ed hanno pertanto permesso loro di costituirsi come una autorità svincolata da ogni controllo. Più recentemente, il problema sembra si sia aggravato nel caso di giudizio emesso nei confronto di migranti colpevoli di atti di violenza anche gravi nei confronti dei quali i giudizi hanno mantenuto un occhio di riguardo, scaricando tutta la responsabilità sulle vittime ed arrivando a condannare perfino queste ultime, per sedicente abuso di legittima difesa
Coloro che invece appoggiano la posizione dei magistrati sostengono che, in uno stato di diritto, nessuno può collocarsi al di sopra della legge ed il ruolo della magistratura è stato positivo ed utilissimo per l’Italia perché ha permesso di mettere in luce gli intrecci tra politica ed affari e punire i responsabili. Se ci sono stati abusi contro gli imputati, essi vanno denunciati e puniti anche se, nel complesso, le procedure di indagine sono state sempre corrette. Inoltre l’indipendenza della Magistratura, sancita dalla Costituzione, è una garanzia affinché la lotta contro la corruzione sia resa possibile. Per quanto riguarda il trattamento di favore che sembrerebbe riservato ai migranti si sostiene che i magistrati non fanno che applicare la legge.
Un altro problema è la lentezza dei processi che provoca gravi conseguenze sIA nel processo penale che in quello civile. Innanzitutto bisogna osservare che i lunghi di periodi di detenzione a cui sono sottoposti gi imputati in attesa di sentenza definitiva vanificano il precetto costituzionale secondo il quale nessuno può essere considerato colpevole fintanto che non si è avuta la condanna definitiva. Altrettanto gravi sono le conseguenze del processo civile: in questo caso, il costo dei processi hanno l’effetto di scoraggiare i cittadini dal rivolgersi al giudice e ad indurli a rinunciare alla difesa dei propri diritti. Infatti è molto raro che un processo civile di svolga attraverso i tre gradi di giudizio in meno di 10 anni. D’altra parte le pratiche arretrate sono in continuo aumento.
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