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Il principio di responsabilità

Il nostro ordinamento giuridico prescrive che ogni persona maggiorenne si rende responsabile dei comportamenti (attivi o omissivi). Come regola generale si può dire che ognuno di noi è libero di fare tutto ciò che non sia vietato dalla legge ed è libero di omettere tutto ciò che non sia imposto dalla legge. Siamo invece obbligati a rispettare i comandi e i divieti imposti dalla legge. Se non rispettiamo i comandi/divieti imposti dalla legge, in primo luogo subiamo una sanzione, come ad esempio il pagamento di una multa (sanzione amministrativa) o, nei casi più gravi, si rischia il carcere (sanzione penale). Ma la nostra responsabilità non finisce qui. Possiamo, infatti, essere tenuti anche:
1. alla responsabilità aquiliana del risarcimento del danno per fatto illecito. Una norma del nostro ordinamento impone a tutti i soggetti maggiorenni di agire, ponendo cura ed attenzione rispetto a tutti i soggetti maggiorenni di agire ponendo cura ed attenzione rispetto alle cose che si fanno (diligenza del buon padre di famiglia). Se il comportamento negligente provoca un danno ad altri soggetti, l'ordinamento giuridico ci imporrà di risarcire questo danno utilizzando il nostro patrimonio presente e, se incapiente, il nostro patrimonio futuro. Dal fatto illecito l'ordinamento giuridico fa nascere quindi l'obbligazione del risarcimento del danno (l'obbligazione del risarcimento del danno ha la sua fonte nel fatto illecito).

2. alla responsabilità contrattuale per l'inadempimento di un impegno preso con un contratto.
Il negozio giuridico (in senso lato) è la manifestazione di volontà volta a costituire, regolare o estinguere rapporti giuridici.
Il contratto è l'accordo (incontro di manifestazioni di volontà concordi fra due o più parti) per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. Esempi: compravendita, deposito, comodato, donazione, contratto di società.
Il negozio giuridico (in senso stretto) unilaterale è la manifestazione di volontà unilaterale per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico sia patrimoniale che non patrimoniale. Esempi: testamento, riconoscimento di un figlio naturale, procura, delibera di un'assemblea. Sono ammesse solo le figure previste dalla legge.
Il negozio giuridico (in senso stretto) a contenuto non patrimoniale è l'accordo fra due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico a contenuto non patrimoniale. Esempi: matrimonio.
La rappresentanza è l'istituto giuridico in forza del quale un soggetto, chiamato rappresentante, agisce in nome e per conto di un altro, chiamato rappresentato, producendo effetti nella sfera giuridica di quest'ultimo.

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