Il possesso

Significa avere la disponibilità materiale su una cosa: è la situazione di quel soggetto che si comporta come se fosse il proprietario dell’oggetto o il titolare di un diritto reale minore sullo stesso. Il possesso può essere:
pieno: quando corrisponde all’esercizio del diritto di proprietà;
minore: quando corrisponde all’esercizio di un diritto reale minore.
Il possesso è caratterizzato da due elementi che necessitano di essere presenti contemporaneamente, ovvero:
L’elemento oggettivo: si identifica nell’esercizio del diritto di proprietà;
L’elemento soggettivo: si identifica nell’animus possidendi, ovvero la consapevolezza dell’esercizio del potere.
Il possesso può essere:
Di buona fede, quando si possiede una cosa nell’inconsapevolezza di star ledendo i diritti di un altro;
Di mala fede, quando si possiede una cosa sapendo di ledere il diritto del titolare.


Rapporti tra possesso e proprietà

Solitamente il diritto di proprietà ed il possesso conseguente sono riuniti nella stessa persona: capita però che le situazioni non coincidano e il proprietario sia una persona distinta da quella che possiede il bene. In caso di furto, per esempio, è il ladro ad essere il possessore non titolare, mentre il derubato è titolare non possessore.

Rapporti tra possesso e detenzione


Al fine di avere il possesso di un oggetto non è necessario averne sempre l’immediata disponibilità oggettiva: si può anche possedere la cosa tramite un’altra persona che ne ha la detenzione: si parla in questo caso di possesso mediato. La differenza tra possesso e detenzione sussiste nel fatto che, nella seconda, manca l’animus possidendi.

Modi d’acquisto e perdita del possesso


Acquisto


Come nella proprietà il possesso si ottiene:
A titolo originario, quando un soggetto inizia ad esercitare un potere di fatto sulla cosa, comportandosi come se ne fosse il proprietario, senza che sussista alcun rapporto tra lui ed il precedente possessore.
A titolo derivativo quando il possesso trasmesso da un possessore precedente.

Perdita

Si ha la perdita del possesso quando, per qualsivoglia causa, il possessore cessa di esercitare il potere di fatto sul bene.


La tutela possessoria


Chiunque sia stato spogliato del possesso o sia stato molestato nell’esercizio dello stesso può agire in sede di giudizio al fine di ottenere la reintegrazione del possesso o la cessazione delle molestie. Tale tutela viene riconosciuta anche quando tale disturbo sia provocato dal legittimo titolare del diritto sul bene. Il possesso viene tutelato per garantire la pace sociale, altrimenti ognuno si farebbe giustizia da solo. Inoltre, dato che nella maggior parte dei casi il possessore è anche proprietario, la legge, difendendo il possesso, assicura al proprietario una tutela rapida ed efficace del suo diritto.
Il possessore che agisce in giudizio non è tenuto a provare di essere il titolare del diritto, ma spetta al rivendicante dimostrarlo. La tutela del possesso avviene attraverso:
L’azione di reintegrazione, accordata al possessore che venga violentemente o clandestinamente privato del suo possesso. È volta a reintegrarlo nel possesso pieno del bene. Se lo spoglio è violento, va esercitata entro un anno dall’avvenimento, mentre se è clandestino dal giorno della sua scoperta.
L’azione di manutenzione, spettante al possessore di un immobile o di un diritto reale su bene immobile avente subito molestie nell’esercizio del suo possesso. Le molestie possono essere di fatto o di diritto). L’azione è concessa alle seguenti condizioni:
Che sia iniziata entro un anno dalla turbativa
Che il possesso da tutelare duri da oltre un anno, che sia continuo ed ininterrotto
Che il possesso non sia stato acquisito violentemente e/o abusivamente. (anche se il possesso fosse stato ottenuto in tal modo l’azione può comunque essere esercitata, trascorso un anno dal giorno in cui la violenza o la clandestinità siano cessate).

Azioni di nunciazione o quasi possessorie


Anch’esse mirano a conservare uno stato di fatto e di dividono in:
Denuncia di nuova opera
Denuncia di danno temuto.

Sono concesse al proprietario e sono di natura cautelare, tendono cioè ad impedire la minaccia di turbative del possesso e a prevenire possibili danni.
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