Ominide 11991 punti

Placito di Marturi - Contenuto e importanza giuridica


L’attività esegetica messa in atto dai giuristi medievali consentì l’integrazione del diritto longobardo e franco con quello romano: ciò avviò il lento e graduale processo che nel corso del medioevo consolidò il diritto giustinianeo come diritto comune (ius comune) a tutte le genti.
Una delle più significative testimonianze della ricomparsa dei testi giustinianei nel corso dell’ XI secolo provenne dal placito di Marturi, una celebre controversia discussa nel 1076 che aveva coinvolto la marchesa Beatrice da Canossa.
Il fatto coinvolse due soggetti: gli attori furono i monaci del monastero di San Michele, sito nelle terre dei da Canossa; il convenuto era un giovane nobilotto fiorentino, Sigizone. La vicenda in oggetto, relativa al defunto consorte della contessa Beatrice, riguardava la donazione, da parte del conte, di un notevole appezzamento di terra al Monastero di San Michele comprendente la Chiesa di Sant’Andrea sita presso il castello di Papaiano. Sebbene il territorio fosse di proprietà del monastero, esso era stato illegittimamente usurpato da Sigizone, il quale, più volte denunciato dai monaci di San Michele, riteneva di essere protetto dal diritto all’usucapione. Secondo il diritto delle popolazioni germaniche, per risolvere la controversia il giudice avrebbe dovuto valutare le prove addotte in giudizio (le quali potevano comprendere ordalie e duelli), ma il giudice canossiano Nordilo citò un frammento del giurista Ulpiano tratto dal IV libro del Digesto, il quale legittimava la restitutio in integrum anche dopo il raggiungimento della maggiore età del ricorrente nel caso in cui il ritardo fosse dovuto a una precedente denegata giustizia. Poiché i monaci di San Michele avevano più volte sollecitato il conte da Canossa ad intervenire senza ottenere alcun risultato, fu loro concessa la restituzione dei beni oggetto della contesa. Per la prima volta dopo secoli, un placitum veniva risolto non avvalendosi delle frammentarie fonti consuetudinarie di matrice barbarica (ordalia e duello), bensì mediante l’applicazione della lex romana.
Nel placito di Marturi emerge inoltre la presenza in giudizio di un certo Pepo legis doctor, universalmente considerato il giurista preirneriano, prima di questo già in possesso dell’intera compilazione giustinianea.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email