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Organizzazioni sindacali inadempienti



Le organizzazioni sindacali che abbiano utilizzato malamente le facoltà che la legge prevede in materia di sciopero dei pubblici servizi saranno punite tramite una sanzione di natura economica. Per l’intera durata dello sciopero, i sindacati perdono la retribuzione sindacale che i lavoratori versano.

Le somme detratte saranno versate in un apposito fondo a favore dell’Inps.
La responsabilità della violazione delle norme di legge può gravare anche sui dirigenti delle pubbliche amministrazioni o sui legali delle imprese che erogano servizi pubblici. Essi sono tenuti dalle norme previste dalla legge 146/1990 a organizzare l’attuazione delle prestazioni minime indispensabili e ad osservare il termine informativo e di preavviso. Ad essi si applica una sanzione amministrativa pecuniaria, valida anche nei confronti degli organismi di rappresentanza del lavoro autonomo.
Su istanza delle parte, dei consumatori o degli enti locali, la Commissione di garanzia può avviare un procedimento di valutazione del comportamento sindacale tenuto dalle organizzazioni che hanno indetto lo sciopero. La sanzione, peraltro, è irrogata solo come ultima ratio, cioè dopo aver esperito la procedura di conciliazione e di raffreddamento.
Qualora il conflitto collettivo ecceda i limiti costituzionali, trasformandosi in una minaccia per l’ordine pubblico, scatta la cosiddetta «precettazione». Essa si pone come contromisura imminente, applicabile in caso di gravi e fondato pericolo. Tale potere può essere esercitato dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un ministro da questi delegato. Prima di avviare la precettazione, comunque, l’autorità pubblica invita le parti a conciliare la controversia.
Se il tentativo di conciliazione non riesce viene emanata l’ordinanza di precettazione, intimata entro quarantotto ore dall’inizio dell’astensione da parte della pubblica autorità. Essa può prevedere il rinvio o la riduzione della durata dello sciopero: essa è rivolta ai singoli lavoratori, titolari effettivi del diritto di sciopero. L’ordinanza non è mai applicabile d’ufficio, ma previa segnalazione da parte della Commissione di garanzia. Il Presidente del consiglio dei ministri informa le camere di aver adottato l’ordinanza.