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L’organizzazione turistica locale


Le aziende di promozione turistica

L’Organizzazione del Turismo è caratterizzata da una serie di tipologie di attività che la legislazione nazionale ha tentato di applicare alle Regioni, cercando di rispettare le loro autonomie locali.
Evoluzione legislativa
Il Regio Decreto 765/1926 istituì le AACST (Aziende Autonome di Cura e Soggiorno Turistico). In base a questa legge i Comuni, riconosciuti come stazioni di cura e soggiorno, ebbero il compito di provvedere agli affari e alle opere relative allo sviluppo di questi enti sul territorio con la pubblicazione di notizie, la partecipazione a mostre, ecc.
Successivamente, con il Regio Decreto 1425/1935 vennero inserite anche gli EPT (Enti Provinciali del Turismo), che avevano il compito di controllare e vigilare sulle attività turistiche e i prezzo applicati. Questa regolamentazione, però, non portò a uno sviluppo omogeneo e organico del settore turistico.
A tal proposito, la legge quadro 217/1983 ha cercato di organizzare per tutte le Regioni (a statuto ordinario e a statuto speciale), la costituzione di un nuovo organismo, cioè le APT (Aziende di promozione turistica), definiti come enti strumentali della Regione con autonomia amministrativa e di gestione, aventi personalità giuridica di diritto pubblico, con compiti di promozione del turismo locale e di assistenza ai turisti.
Questa legge ha cercato di affidare alle singole Regioni gli ambiti territoriali turisticamente rilevanti; inoltre, la legislazione regionale disciplinava i compiti e le funzioni delle APT.
Le Regioni a statuto speciale hanno fatto ricorso davanti alla Corte Costituzionale, ritenendo che la legge quadro limitasse fortemente la loro competenza esclusiva. La Corte ha ritenuto illegittimo il ricorso, in quanto la legge quadro era considerata espressione del potere d’indirizzo e coordinamento dello Stato. Nonostante ciò, si sentì il bisogno di arrivare ad una risistemazione della materia turistica, cercando di perseguire, da un lato, il principio di snellimento democratico e, dall’altro, cercando di coinvolgere anche i soggetti privati presenti nel territorio, operanti nel settore turistico.
Da queste necessità nacque la figura delle Agenzie Regionali per il Turismo, con il compito di elaborare le linee strategiche e programmatiche dello sviluppo del turismo.
Le aziende di promozione turistica
Innanzitutto, l’APT (Azienda di promozione turistica) è una persona giuridica pubblica, pertanto, opera attraverso organi rappresentativi, che sono:
• Presidente, il quale ha la rappresentanza legale dell’agenzia e rimane in carica 5 anni;
• Consiglio di Amministrazione, che ha la funzione di programmazione economica ed elaborazione del bilancio, e rimane in carica 5 anni;
• Collegio dei revisori dei conti, che ha la funzione di vigilanza contabile amministrativa.
Alcune Regioni prevedono anche la figura della Conferenza Permanente del Turismo con compiti consultivi e propositivi.
Oltre al Collegio dei revisori, la vigilanza sull’amministrazione viene esercitata anche attraverso la Giunta regionale.
Gli uffici di informazione e accoglienza turistica
Le APT per operare si avvalgono delle IAT, che sono enti strumentali della Provincia o del Comune atti a fornire informazione e accoglienza ai turisti. Per poter operare in questi uffici, il personale deve possedere un’adeguata preparazione, sia professionale che linguistica.
I sistemi turistici locali
La legge 135/2001 aveva previsto un nuovo modello organizzativo poiché vi era la necessità di promuovere una sinergia tra gli operatori pubblici e privati all’interno del settore turistico, in modo tale da ottenere il massimo del risultato. Inoltre, ha fatto sì che il sorgere dei sistemi turistici locali non avesse una limitatezza anche a livello regionale.
I sistemi turistici locali si definiscono come contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a Regioni diverse, caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche.
Per quanto riguarda la modalità di costituzione dei sistemi turistici locali le normative regionali prevedono una procedura articolata dalla quale emerge il forte ruolo delle comunità locali nella progettazione del turismo, applicando i principi della sussidiarietà verticale (Comune, Province, Regioni) e orizzontale (cittadini, enti pubblici).
La nascita dei sistemi turistici locali è promossa dagli enti locali o dai soggetti privati, in forma singola o associata. La fase della promozione deve prevedere forme di concertazione con gli enti funzionali, con le associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell’offerta turistica e con tutti gli altri soggetti pubblici o privati interessati.
Le Regioni, nell’ambito delle funzioni di programmazione e per favorire l’integrazione fra le politiche del turismo e le politiche di governo del territorio e di sviluppo economico, provvedono al riconoscimento dei sistemi turistici locali; in tal modo, è affidato alla Regione il compito di selezionare le iniziative presentate dai soggetti pubblici e privati.
Il sistema turistico locale, di fatto, nasce per lo sviluppo e la valorizzazione coordinata delle risorse turistiche locali e al fine di aumentare la competitività turistica di un’area territoriale.
Per dare un supporto finanziario all’avvio dei sistemi turistici la legge aveva previsto l’istituzione di un apposito fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica alimentato da risorse statali. Tale fondo è devoluto interamente alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano che lo utilizzano, a loro volta, per migliorare la qualità dell’offerta turistica.
Allo stato attuale il quadro della legislazione regionale in materia è molto variegato anche se la linea di tendenza sembra essere favorevole all’introduzione dei sistemi turistici locali.
Nell’ultimo periodo è emersa la necessità di istituire una rete nazionale dei sistemi turistici locali con la funzione di coordinamento a livello nazionale di esperienze locali per costituire un fattore importante per fronteggiare la crescente competitività del turismo.

I distretti turistico-balneari

I distretti turistico-balneari sono unioni di più imprese private che collaborano per pubblicizzare e valorizzare il territorio costiero, costituiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su richiesta delle imprese del settore.
Gli obbiettivi principali sono:
• riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale;
• accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del distretto;
• migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi;
I distretti turistico-balneari costituiscono “zone a burocrazia zero” pertanto risulta fondamentale cercare di snellire la burocrazia; questo perché operando in un territorio demaniale con molti vincoli, sono sorti numerosi contenziosi e atti amministrativi. Inoltre, è prevista l’attivazione di sportelli unici di coordinamento delle attività delle Agenzie fiscali e dell’INPS presso i quali le imprese intrattengono rapporti.
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