Video appunto: Ordini del giorno di istruzione al governo

Ordini del giorno di istruzione al governo



Gli ordini del giorno di istruzione al governo sono in genere presentati nel corso dell’esame di un progetto di legge o anche di una mozione e costituiscono certamente l’atto di indirizzo più blando, che spesso traduce, con l’assenso del governo, emendamenti che non siano stati da questo accettati, una sorta di promessa a futura memoria (per esempio, si vota una legge sulla sanità e, non potendosi approvare un emendamento che introduce le cure dentali a carico del servizio sanitario, si approva un ordine del giorno che invita il governo a studiare quando una simile innovazione potrebbe essere varata e come finanziarla: nulla muterà nell’immediato, l’intento politico è chiaro).
Ad essi il singolo parlamentare o i gruppi potranno far riferimento, ma il contesto nel quale possono essere proposti ne ridimensiona molto il significato.

È chiaro che i margini entro cui ciascuna camera può muoversi nell’integrare l’indirizzo politico generale sono nella realtà circoscritti dai termini del rapporto fra governo e maggioranza. O la questione è considerata irrilevante o poco rilevante dal governo, e allora questo lascia la sua maggioranza «libera» di pronunciarsi come crede, se del caso anche unendo i suoi voti a quelli dell’opposizione; oppure la maggioranza presenta sin dal primo momento un atto d’indirizzo concordato col governo, quando da esso addirittura non stimolato allo scopo di avere più forza nel perseguirlo; se neppure questo è il caso, il governo si adopererà perché, quanto meno prima che sia posto in votazione, l’atto assuma contenuti in qualche modo riconducibili al proprio indirizzo, cioè al proprio apprezzamento di ciò che è opportuno fare. Mentre se l’atto di indirizzo è proposto dalla sola opposizione, è altrettanto chiaro che la maggioranza (con o senza stimoli da parte del governo) farà in modo che esso sia accantonato o sostituito con altro diverso o, semplicemente, respinto. Su ognuna di queste deliberazioni, va da sé, il governo può porre la questione di fiducia.