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Ordinamento dello Stato della Città del Vaticano


Lo Stato della Città del Vaticano è il territorio sul quale, in base al Trattato del Laterano, si trova la Santa Sede e su cui il Papa esercita la propria sovranità con lo scopo di garantire la propria libertà e indipendenza. Giuridicamente, è una persona morale di origine divina che ha iniziato ad esistere col Trattato del Laterano. È uno Stato a tutti gli effetti perché è dotato di una personalità giuridica internazionale e persegue un fine generale (= assicurare la libertà e l’indipendenza della Santa Sede come guida della Chiesa universale).
Anche nello Stato della Città del Vaticano si ritrovano tutti gli elementi che caratterizzano uno stato: il territorio, il popolo, la sovranità
Il territorio è lo spazio geografico sottratto alla sovranità italiana ed ora soggetto a quello della Santa Sede. Come tale, esso è inviolabile e comprende i palazzi vaticani, gli edifici, i giardini, la basilica di S. Pietro e la piazza antistante. La giurisdizione vaticana si estende anche in alcune zone di Roma e di fuori Roma.
Tale territorio è posto sotto la protezione della Convenzione dell’Aja del 1954, riguardante la tutele dei beni culturali in caso di conflitto.
L’Unesco considera il territorio vaticano come patrimonio dell’umanità.
Il popolo, secondo la legge vaticana sulla residenza, comprende:
• i Cardinali residenti a Roma
• i residenti stabilmente in Vaticano per motivo di ufficio o impiego
• coloro che sono autorizzati dal Pontefice a risiedere in Vaticano
• il coniuge, i figli, gli ascendenti i fratelli e le sorelle di coloro autorizzati a risiedere in Vaticano
Pertanto la cittadinanza vaticana si ottiene in base ad un rapporto di lavoro o su di una permanenza autorizzata per cui non sono validi né lo ius soli, né lo ius sanguinis, né lo ius coniugii. La cittadinanza vaticana può essere cumulata a quella dello stato originario di appartenenza del cittadino (= doppia cittadinanza).
La sovranità è il potere d’imperio, cioè la volontà suprema che regge l’ordinamento per raggiungere gli scopi prefissati. Tale potere d’imperio appartiene al Pontefice che concentra nella propria persona il potere legislativo, esecutivo e giudizio come un sovrano assoluto in senso tradizionale. Pertanto, il Pontefice rappresenta un’unione reale di due potestà supreme:
• capo visibile e spirituale della Chiesa cattolica
• sovrano assoluto della Stato della Città del Vaticano

Ordinamento dello Stato della Città del Vaticano
Lo Stato della Città del Vaticano è
• una monarchia elettiva (Il Capo di Stato è eletto dal Collegio cardinalizio),

• uno Stato assoluto (tutti i poteri dello Stato sono concentrati nelle mani del Pontefice, titolare anche del potere di magistero).
• uno Stato patrimoniale, (il territorio è oggetto della piena proprietà personale del Pontefice)
• uno stato confessionale, in virtù del fine
• un enclave, perché interamente circondato dal territorio italiano
Le leggi dello Stato della Città del Vaticano
Lo S.C.V. ha un ordinamento giuridico composto da 6 leggi:
• I legge fondamentale: organizzazione complessiva dell’ordinamento giuridico
• II legge: fonti del diritto
• III legge: cittadinanza
• IV legge: ordinamento amministrativo
• V legge: ordinamento economico, commerciale e professionale
• VI legge: ordine pubblico
Oltre a queste, esistono leggi in materia penale e la legge anti-riciclaggio a cui vanno aggiunte le norme recepite dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma (urbanistica, sanità, igiene, ecc...)

Caratteristiche della Legge fondamentale
Con Motu Proprio di Papa Giovanni Paolo II la nuova legge è entrata in vigore il 22 febbraio 2001, in sostituzione di quella del 1929 per dare una forma più organica ai mutamenti nel frattempo intervenuti.
Il Pontefice ha pieni poteri legislativi esecutivi e giudiziari. Durante la sede vacante, i tre poteri spettano al Collegio cardinalizio che in caso di urgenza potrà emanare leggi la cui efficacia è limitata al periodo di vacanza e comunque previa conferma del Papa che sarà eletto.
Lo S.C.V. è rappresentato nella relazioni diplomatiche e nella conclusione dei trattati dal Pontefice, tramite la Segreteria di Stato.
Il potere legislativo, salvo che il Pontefice non lo voglia riservare direttamente a se stesso, spetta ad una Commissione nominata per cinque anni dal Pontefice. Le leggi, dopo la firma del Pontefice ed il sigillo sono depositate nell’Archivio di Stato e di solito entrano in vigore dopo il 7° giorno dalla pubblicazione sul supplemento degli Acta Apostolica Sedis.

Il potere esecutivo è esercitato dal presidente della Commissione che nel caso di materie particolarmente importanti procede in accordo con la Segreteria di Stato
Il potere giudiziario (impugnazioni avverso le sentenze del Tribunale di prima istanza è esercitato, in nome del Pontefice, da 4 organismi:
• il Giudice unico (civile e penale),
• il Tribunale di prima istanza (civile, penale, stato civile e tributario),
• la Corte d’Appello (impugnazione avverso i provvedimenti del Tribunale di prima istanza e delibazione cioè l’attribuzione di .efficacia giuridica nello Stato Città del Vaticano di sentenze straniere-formato dal Decano della Sacra Rota + 2 uditori
• la Corte di Cassazione (ricorsi per motivo di diritto avverso ogni provvedimento emanato dai precedenti organi).
Il Pontefice ha il potere di deferire l’istruttoria e la decisione delle cause civili e penali, pronunciando il proprio parere in merito. Egli ha anche la facoltà di concedere amnistie, indulti, condoni e grazie
Caratteristiche della legge sulle fonti del diritto
Dal 1° gennaio 2009, la prima fonte normativa ed il primo criterio interpretativo è il Diritto canonico. Le leggi italiane non sono più recepite automaticamente, (principio del “previo recepimento della competente autorità vaticana”) come promulgato da Benedetto XVI, in sostituzione di quanto previsto dai Patti Lateranensi. Motivazione:
• enorme numero di norme presenti nell’ordinamento italiano
• legislazione civile instabile
• contrasto frequente della legislazione italiana con i principi fondamentali della Santa Sede.
Legge antiriciclaggio
Nel 2010, in applicazione di una Convenzione monetaria fra Stato Città del Vaticano e l’Unione Europea Benedetto XVI ha promulgato la legge riguardante la prevenzione ed il contrasto dei riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo ed è stata costituita in merito l’ A.I.F. (= Autorità di Informazione Finanziaria). Poiché l’impianto della legge è risultato insufficiente, due anni dopo esso è stato sottoposto ad una revisione. Con Papa Francesco, la prevenzione ed il contrasto al riciclaggio ha subito un nuovo impulso.
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