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Obbligazioni ex lege


Le obbligazioni ex lege derivano sia dalle norme oggettive sia dai fatti: si pensi, ad esempio, alla disciplina che regola il possesso inteso come situazioni di fatto (res facti). Un’altra tipologia di fatto dal quale scaturisce un’obbligazione ex lege è l’indebito: esso è oggettivo quando la prestazione eseguita non è dovuta (il titolo che giustifica l’obbligazione è assente); l’indebito è soggettivo quando l’adempiente è privo del titolo di debitore.

Obbligazioni ex lege sono anche l’arricchimento senza causa, il falso procuratore (in capo al quale sorge responsabilità precontrattuale) e l’indebito. L’azione di arricchimento è generale e sussidiaria: è generale perché è esperibile in una serie illimitata di ipotesi; è sussidiaria perché può essere esercitata solo quando il danneggiato non può esercitare nessun’altra azione per pretendere il pagamento dell’indennizzo.
Mentre il risarcimento consiste nel compenso di un danno arrecato e tiene conto del lucro cessante e del danno emergente (esso prevede la presenza di un debitore tenuto a pagare e un creditore che pretende di ricevere), l’indennizzo non scaturisce necessariamente dalla commissione di un danno ma si propone di equilibrare uno o più interessi: esso, pertanto, non prevede necessariamente la presenza di un danneggiante e di un danneggiato.
La legge è annoverata fra le fonti dell’obbligazione ex art. 1173 c.c. Esso, in particolare, stabilisce che le obbligazioni possono derivare da contratto, da fatto illecito o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità all’ordinamento giuridico. In quest’ultimo caso, si dice che le obbligazioni possono derivare da fonti atipiche: l’atto o il fatto da cui esse scaturiscono non è prevedibile con assoluta certezza. Allo stesso modo, però, anche il contratto costituisce una fonte atipica (art. 1322) e atipiche sono le obbligazioni che ne derivano.
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