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Norme di riconoscimento, giudizio e cambiamento secondo Hart


Austin concepiva la sovranità come principio fattuale proprio a causa della sua fondamentale caratteristica: l’abitudine all’obbedienza. La posizione di Hart secondo cui il sovrano non è a priori abituato ad essere obbedito, però, determina la nascita di una diversa concezione di sovranità: essa non si configura come principio fattuale, bensì come norma. Secondo Hart, dunque, il sovrano è definito tale se vi è una generale concordanza di obbedienza nei suoi confronti: il concetto di sovranità, però, non può essere ridotto all’obbedienza di fatto.
Hart muove un’aspra critica anche al concetto di sanzione avanzato da Austin, secondo il quale la sanzione è l’elemento che qualifica il diritto a livello contenutistico (il diritto ha la forma del comando, proviene dal sovrano e il suo contenuto è la sanzione). Hart, però, si rifiuta di ridurre il contenuto del diritto esclusivamente alla sanzione: per farlo, egli (traendo spunto da Kelsen) opera una distinzione tra norme primarie e norme secondarie:
- le norme primarie sono le norme che impongono divieti e stabiliscono permessi (definiscono l’obbligarietà del comportamento) e sono rivolte primariamente ai cittadini (contrapposizione con Kelsen, il quale riteneva che i destinatari delle norme fossero coloro che attuano la sanzione);
- le norme secondarie, invece, non impongono obblighi (analogia con le norme di competenza), bensì attribuiscono poteri. Esse si dividono in tre tipologie, le quali corrispondono alle attività fondamentali che il diritto sviluppa al proprio interno:
1. Norme di cambiamento: norme che disciplinano il modo in cui il diritto evolve nel corso del tempo (cioè le procedure di produzione normativa). Il diritto, infatti, muta nel corso del tempo e pretende di regolare la produzione di altro diritto (esso è autoreferenziale). Le fonti non sono altro che un modo attraverso il quale ogni ordinamento cerca - disperatamente - di regolare il proprio cambiamento;
2. Norme di giudizio: esse regolamentano il modo in cui le norme giuridiche devono essere applicate (principio di legalità in senso concreto);
3. Norme di riconoscimento: stabiliscono la relazione che intercorre tra una regola e l’ordinamento giuridico. Le norme di riconoscimento, dunque, consentono di stabilire la giuridicità delle fonti del diritto.
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