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Norme antitrust



Le relazioni fra le imprese sono regolate dalle norme antitrust,: esse vietano comportamenti idonei a impedire, restringere o falsare la concorrenza.
Da un lato, le norme antitrust mirano a garantire uguaglianza dell’opportunità economica di tutte le imprese (ognuna ha il diritto di non vedersi schiacciata da poche altre), dall’altro sono volte a massimizzare il benessere individuale dei singoli imprenditori, che hanno il diritto di rivaleggiare liberamente nell’ambiente competitivo del mercato.

Le regole sulla concorrenza incentivano l’immissione nel mercato di prodotti e servizi validi in termini qualitativi e della varietà. Esse, inoltre, favoriscono ogni forma di innovazione (culturale, tecnologica, ecc.). Esistono diversi modelli teorici su cui si basa la gestione della concorrenza:

1) workable competition: gli interessi degli imprenditori concorrenti sono bilanciati con quelli dei consumatori;
2) modello di concorrenza perfetta: è per lo più utopistico. Questo modello ritiene che sul mercato possa coesistere un numero così elevato di imprese da rendere nessuna di queste in grado di influenzare l’andamento dei prezzi;
3) modelli di ottimalità economica: bandiscono monopoli e cartelli, individuando criteri sulla base dei quali limitare la concorrenza;
4) modello multipurpose: ammettono la coesistenza fra comportamenti concorrenziali e forme di monopolio o di cartello.