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La non imputabilità allo Stato del comportamento dei privati


Diversamente da quanto accade in relazione agli enti locali e regionali, lo stato non è ritenuto responsabile della condotta di privati. Qualora essi causino grave danno, lo Stato può tuttavia essere ritenuto responsabile in relazione alla mancata o inadeguata attività di prevenzione e controllo.
Questa regola è stata applicata dalla CIG nella sentenza del 1980 USA contro Iran relativa all’occupazione dell’ambasciata americana da parte di studenti militanti e la contestuale detenzione del personale della stessa. La CIG ha considerato i due fatti in maniera differente: essa non ha imputato allo stato iraniano la condotta degli studenti occupanti, rilevandone tuttavia la responsabilità per mancata prevenzione e protezione dei locali da parte del corpo di polizia; al contrario, la corte ha attribuito all’Iran il perdurare della detenzione degli ostaggi a causa dell’aperta approvazione del contesto, manifestata dal governo, il quale affermò che la situazione si sarebbe protratta finché gli USA non avessero consegnato all’Iran lo shah e i suoi beni.

Gli organi giudiziari nazionali


I giudici nazionali svolgono un ruolo fondamentale nell’accertamento e nell’applicazione delle regole di diritto internazionale: essi, infatti, attuano un’essenziale attività esegetica delle regole introdotte nell’ordinamento mediante rinvio automatico (la cui applicazione sarebbe altrimenti affidata solo alla lettura della disposizione internazionale); accertano o negano l’esistenza di una consuetudine qualora se ne richieda l’applicazione nell’ambito del diritto interno. L’attività interpretativa del giudice comune relativa alle norme internazionali deve conformarsi a quanto disposto dagli artt. 31, 32 e 33 della Convenzione di Vienna.
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