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Negoziazione assistita



Gli strumenti extragiudiziali di risoluzione delle liti sono numerosi, ma fra questi tre sono i più importanti: mediazione, arbitrato e negoziazione assistita.
La negoziazione assistita non prevede la presenza di mediatori. Si tratta di una negoziazione paritetica: vi partecipano le parti assistite dai propri avvocati.
L’avvocato negoziatore deve tutelare il proprio cliente e, al contempo, aiutarlo a raggiungere un accordo vantaggioso.
La negoziazione assistita nasce da un contratto mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo. La negoziazione può avere una durata compresa fra un mese e tre (prorogabili).

Ricorrere alla negoziazione assistita non è obbligatorio, ma se una delle parti rifiuta pretestuosamente di avvalersene possono esserle accollate le spese della causa perché, senza il suo rifiuto, lo stato non avrebbe dovuto sostenere le spese legate al processo.
Lo strumento della negoziazione assistita ha trovato finora applicazione solo nell’ambito delle separazioni e dei divorzi. In tutte le altre sfere costituisce una via ancora poco sondata.
Se le parti ritengono di trovare un accordo non si rivolgono al giudice, bensì depositano il medesimo presso un’apposita sede volta a gestire le negoziazioni assistite cui le parti acconsentono.