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Nascita e ruolo dei vescovi-conti


In età medioevale, i vescovi fungevano da guida spirituale ma anche da autorità centrali per le città in cui erano stanziati. Il ruolo sempre più eminente e indispensabile dei vescovi diede vita alla tradizione di identificare come santo protettore della città proprio un vescovo, in qualità di rappresentante e difensore dei residenti.

L’accrescimento del prestigio dei vescovi fu affiancato da un’ingerenza sempre maggiore del potere imperiale su aspetti della vita religiosa: tale fenomeno, definito «cesaropapismo», culminò nel cosiddetto «grande scisma» del 1054 tra cattolici ortodossi e cattolici romani, da allora mai più riuniti.
In questo contesto, il vescovo di Roma Gelasio I tentò di fissare confini sufficientemente chiari tra potere laico e potere religioso, indirizzando una missiva all’imperatore d’oriente Anastasio I con cui l'auctoritas della Chiesa veniva affiancata a quella dell'Impero, definendone gli ambiti di rispettiva autonomia e rimarcando la supremazia del potere ecclesiastico, demandato all’uomo direttamente da Dio. A differenza dell’impero, infatti, la Chiesa è fondata su saldi e incrollabili principi:
- l’interpretazione della Bibbia ad opera dei Padri della Chiesa, dalla quale è possibile trarre i principi teologici della Chiesa e le norme comportamentali cui i fedeli devono attenersi;
- i canoni conciliari, assemblee plenarie cui prendevano parte tutti i vescovi della cristianità;
- i concili sinodali, le assemblee di aree regionali che con le loro delibere (canoni) erano chiamati ad risolvere problemi di natura teologica e organizzativa: i canones assursero subito a fonte primaria della Chiesa e le relative violazioni implicarono la messa al bando dei disobbedienti attraverso lo strumento delle scomuniche (excommunicationes);
- le regole monastiche (regulae), dettami di convivenza dal marcato valore normativo. Tra le regulae assunse un significato esemplare quella del monaco Benedetto da Norcia, Ora et labora;
- i libri penitenziali, nei quali i peccati erano associati alle relative penitenze da irrogare come espiazione;
- le epistulae, in cui confluivano le autorevoli risposte della Chiesa a quesiti di natura ecclesiastica. Con il passare del tempo la produzione normativa dei pontefici si estese, confluendo in forme maggiormente codificate (constitutiones, edicta, decreta, eccetera).