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Modalità abrogative


La conseguenza diretta dell’applicazione del criterio cronologico, cioè della successione legislativa nel corso del tempo, è l’abrogazione. L’abrogazione garantisce la circoscrizione, nel corso del tempo, dell’efficacia di una determinata disciplina giuridica. In sintesi, dunque, è possibile dire che la legge non vale che per l’avvenire, non è retroattiva e la sua efficacia è circoscritta nel tempo tramite l’abrogazione.
L’articolo 15 del codice civile stabilisce che le leggi sono sempre abrogate da leggi posteriori, o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti, o per disposizione del legislatore, o perché l’intera legge regola l’intera materia già regolata dalle leggi precedenti. Quest’articolo consente di desumere tre distinti tipi di abrogazione: l’abrogazione espressa; l’abrogazione tacita o per incompatibilità e l’abrogazione per nuova disciplina dell’intera materia.
L’abrogazione espressa si verifica quando il legislatore esprime chiaramente la volontà di abrogare una legge promulgata in precedenza; in questo caso, dunque, l’interprete comprende facilmente che la legge è stata abrogata perché ciò è stabilito espressamente dal legislatore. Egli, quindi, non deve far altro che prendere atto della volontà del legislatore.
A partire dal 1942, però, venne invocata una nuova forma di abrogazione: l’abrogazione tacita o per incompatibilità, che, come è facilmente comprensibile, non è chiaramente espressa: la nuova legge, dunque, non implica esplicitamente l’abrogazione della legge precedente. Sulla base dell’articolo 15, però, l’interprete può comprendere se la legge precedente è stata abrogata valutandone l’eventuale incompatibilità: se la legge precedente è incompatibile con la nuova, l’interprete deve scegliere quale delle due è valida. In questo caso si dice che l’interprete ragiona per incompatibilità: egli comprende che la nuova disciplina è incompatibile con la precedente e, pertanto decide di abrogarne una delle due.
La terza modalità abrogativa, anch’essa tacita, stabilisce che una legge è abrogata da una legge successiva quando quest’ultima regola l’intera disciplina già regolata dalle leggi precedenti. Il legislatore, ad esempio, può decidere di riformare in modo organico un testo unico. La pubblicazione del nuovo testo implica la tacita abrogazione del testo precedente, considerato obsoleto e dunque innovato.
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