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L'Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica" (art. 22 Carta UE). In Italia, per garantire una maggiore autonomia, la Repubblica "tutela con apposite norme le minoranze linguistiche" (art. 6 Cost. it.). Nel nostro Paese esistono molte comunità che parlano una lingua diversa dall'italiano, ma fino al 1999 il bilinguismo era inserito solo negli statuti regionali di Trentino Alto-Adige, Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia, dove esistono minoranze etniche numerose e organizzate. La Costituzione è stata pienamente attuata grazie a una legge del 1999 dove si afferma che "la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo". La del 1999, fra l'altro, tutela e minoranze linguistiche in due settori di grande importanza:
- è previsto in tutte le scuole l'insegnamento e l'uso della lingua della minoranza, per lo svolgimento delle attività educative;

- la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di affiancare all'italiano lalinga della minoranza in numerosi casi(certificati, atti pubblici, delibere degli enti locali), deve garantire la presenza di personale che sia in grado di rispondere alle richieste del pubblico, usando la lingua della minoranza.

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