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Diritto civile - Matrimonio


Il codice civile afferma che per poter contrarre il matrimonio un soggetto deve essere: maggiore d’età eccetto per il minore emancipato, non interdetto o infermo mentale, non vincolato da matrimonio precedente, non vi deve essere tentato omicidio sull’altra persona, non vi deve essere violenza fisica o psicologica sull’altra persona per costringerla a sposarsi.
Il nostro ordinamento prevede tre tipi di matrimonio: il matrimonio civile, concordatario e acattolico.
Il matrimonio civile è celebrato al comune con la presenza di almeno due testimoni e di un ufficiale di stato civile che legge gli articoli 143-144-147 del codice civile e poi si procede alla sottoscrizione dell’atto del matrimonio, che non ha effetti religiosi.
Il matrimonio concordatario viene celebrato in chiesa con un ministro della chiesa cattolica e durante la celebrazione si effettua la lettura degli articoli 143-144-147 c.c., poi da parte dei due coniugi c’è la sottoscrizione del matrimonio il cui atto verrà inviato all ufficiale di stato civile. Tutto ciò in virtù dei Patti lateranensi stipulati tra Stato e Chiesa nel 1929.
Il matrimonio acattolico è celebrato davanti a ministri di culti diversi da quello cattolico ammessi nel nostro stato
Il matrimonio può essere dichiarato nullo nel caso in cui i coniugi siano affetti da infermità mentale.
Il matrimonio inoltre impone ai coniugi un obbligo reciproco di fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione e coabitazione, ambedue i coniugi hanno l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole. Questi ultimi obblighi sorgono con la nascita dei figli e l’obbligo di mantenimento di questo è proporzionale alle capacità economiche dei coniugi. Se i genitori non hanno mezzi sufficienti gli altri ascendenti devono fornire ai genitori tali mezzi.
In passato era il marito ad acquistare i beni familiari diventandone proprietario, costringendo la donna ad accettare ingiustizie. Venne quindi introdotto il regime di comunione dei beni, secondo il quale dopo il matrimonio tutti i beni acquistati appartenevano ad entrambi i coniugi eccetto i beni che appartenevano ai coniugi prima del matrimonio, i beni ereditati e i beni necessari allo svolgimento dell’attività lavorativa. Tale regime si scioglie con la separazione dei coniugi
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