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Limiti legali al diritto di proprietà nel diritto classico


I limiti legali al diritto di proprietà sono presupposti e regolati dalla legge delle XII tavole:
A) I confini tra i fondi: attraverso la procedura della limitatio, in presenza di un magistrato e di un agrimensore, tra due terreni veniva fissato un confine (limes) di non meno di un metro e mezzo (5 piedi). Tale limes non poteva essere assegnato in proprietà ad alcuno e tantomeno essere oggetto di usucapio;
B) I confini tra edifici: la stessa legge delle XII tavole prevedeva che fra due edifici appartenenti a due distinti proprietari dovesse intercorrere uno spazio minimo di almeno un metro e mezzo (5 piedi).. Tale spazio, definito «ambitus», non poteva essere oggetto di usucapio.
I due limiti sopra indicati subirono delle modificazioni nel corso del tempo: in età repubblicana, infatti, si ammise la possibilità di creare fondi non separati dal limes: tali fondi vennero chiamati agri arcifinii.
C) Il taglio di rami sporgenti: il proprietario di un fondo rustico, sulla base di quanto sancito dalle XII tavole, doveva tollerare che i rami degli alberi presenti sui fondi vicini sporgessero sul proprio fondo ad un’altezza superiore ai quindici piedi (circa quattro metri e mezzo). AL proprietario del fondo vicino doveva essere inoltre consentito di poter accedere al fondo a giorni alterni per poter raccogliere i frutti caduti dai rami dei suoi alberi. Quando i rami sporgevano ad un’altezza inferiore a quindici piedi, il proprietario del fondo su cui essi sporgevano poteva pretendere che il vicino li tagliasse. Qualora egli si rifiutasse, il proprietario del fondo poteva tagliarli e ricavarne della legna;
E) Altri divieti relativi agli edifici: ne è un esempio il divieto di procedere alla demolizione ingiustificata o, per preservare il decoro urbano, quello di esportare marmo o altri materiali di pregio. In tal senso è importante il divieto di demolizione di edifici al fine di venderne marmi e fregi;
F) Gli atti emulativi: l’articolo 833 del Codice civile italiano vieta gli atti di emulazione: il proprietario non può compiere atti che abbiano il fine di provocare nocumento ad altri;
G) Le emissioni: le emissioni di sostanze nocive provenienti dal proprio immobile erano vietate nel caso in cui potessero provocare un danno alle proprietà limitrofe;
H) L’espropriazione per pubblica utilità: tale principio fu applicato soprattutto durante l’età postclassica. Esso prevedeva l’espropriazione di beni del proprietario per pubblica utilità (come ad esempio per la costruzione di un’opera pubblica). In caso di espropriazione di un bene, il proprietario riceveva un indennizzo.
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